MA VAI! MA VIENI! MA CHI SONO???





BREVE PRESENTAZIONE


Carissimi lettori,voi mi conoscete come Clod, il mio nikname. Per cominciarevorrei presentarmi un po' più a fondo. Prima di tutto, voglio presentarmi da un punto di vista famigliare, a partire da mia cugina Laura. Io e lei ci telefoniamo quasi ogni sera, e ci scambiamo pettegolezzi sulla scuola. Cambiando un po' argomento, adesso vorrei parlarmi un po' della mie passioni e dei miei interessi. Una delle cose che mi piace tantissimo, e suonare e ascoltare la musica sul mio MP3 che mi hanno regalato i miei genitori per un mio compleanno. Un altro mio interesse, sono i film horror, con i miei amici però diventano film quasi comoci. Uno dei miei horror preferiti è "The ring 2", anche se non so spiegarmi il perchè. Passando ora ai cartoni animati, mi piacciono molto Spongebob, anche per questo non so spiegarmi il percè. Il mio cartone preferito in assoluto, è Dragon Ball, il cartone che quasi tutti conoscono, purtroppo non tutti lo seguono. Mipiaciono tantissimo i telefilm tipo Smallville o La vita secondo Jim. Ma passiamo oraalle cose che detesto. Il 1° posto del podio è occupato dalla matematica, infatti non riesco a capire il perchè la matematica sia così tanto difficile.L'ultima cosa che odio sono i compiti a casa. Secondo me non servono, perchè c'è già lo studio dei vari argomenti, e poi secondome è un'inutilissima perdita di tempo. Andiamo avanti con la mia presentazione. E’ finalmente giunto il momento che aspettavo: lemanie passate. Per cominciare voglio parlarvi degli scooby-doo nella mia vita. Tutto quanto è cominciato quando un mio amico, ha portato a casa, non so perché, dei fili degli scooby-doo. Appena ho finito di tirare i fili del primo intreccio, mi è venuto in mente quando alle elementari mi insegnavano a farli. Finito lo scooby-doo, sono andato a comprare un pacchetto da 96 fili, e in una settimana li ho fatti fuori tutti. Da quel punto ho comprato 96 fili settimana. A volte, con dei miei amici a cui ho attaccato la mania, facevamo le gare, e facevamo vincere chi ne aveva di più, e vincevo quasi sempre io. Mi consideravano il campione del cortile, infatti ora ne ho più di 80. Per giunta qualche giorno fa, ne ho trovato uno sopra al muretto della scuola. Non ho esitato a prenderlo, spero soltanto che non abbia un altro padrone.

ALCUNE FOTO SCATTATE IN TRENTINO

PARMIGIANO REGGIANO

PAINT BALL

venerdì 23 novembre 2007

FINALMENTE LA GUARIGIONE

Ciao a tutti,
per chi non lo sapesse, e sarete certo in molti, questa settimana mi sono beccato un bel virus influenzale. Cosa ci posso fare: capita anche nelle migliori famiglie.
Comunque, il sopracitato virus mi ha costretto a letto e divano per tre lunge e noiose giornate.
Ho sofferto come un cane. Non solo dei sintomi della malattia ma anche di solitudine.
Infatti ho trascorso interminabili ore da eremita. Ho pensato, ho dormito, ho rotto le scatole a qualcuno al telefono, ma soprattutto mi sono rotto le BIP annoiandomi a morte.
Ma ora finalmente è passato, tutto è bene ciò che finisce bene!!!
Sono tornato alla normalità, ho ripreso la scuola ed ho parecchi arretrati da recuperare, mi riferisco a compiti e studi. In particolare la ricerca sul Rinascimento, con la quale mi sono bloccato e non sono ancora riuscito a trovare l'ispirazione per continuarla. Se penso che la devo consegnare martedì e che per quel giorno devo averla anche studiata, mi vien voglia di tagliarmi la giugolare: qualcuno sa dirmi qual'è il punto migliore dove andare ad incidere? Naturalmente scherzo: la vita è bella, è la ricerca che fa schifo.
Sono stanco morto, ho appena finito di vedere Zelig che, come al solito, mi ha messo di buon umore. Peccato che quest'anno non c'è la Fullin che mi piaceva un sacco!
Ora vado a coricarmi nel mio dolce letto, sotto la mia coperta in piumino d'oca, mi porto di sopra un DVD, credo Norbit, tanto per concludere la serata con quattro risate. Se non lo avete visto ve lo consiglio: è una cavolatina, ma fa morire dal ridere.
Buona notte a tutti da Clod.

lunedì 19 novembre 2007

ATTENZIONE!!!!!!!

Da oggi ho un nuovo blog: http://galeopiteco.splinder.com !!!
SEGUITEMI !!!
Non so se durerà a lungo poichè per il momento è solo un esperimento, tanto per provare, ma non è detto che.......che.....che bho.

martedì 30 ottobre 2007

IL CENACOLO DI LEONARDO DA VINCI


Oggi c'è stata la prima uscita scolastica di quest'anno.
Siamo andati a Milano, presso la chiesa S.MARIA DELLE GRAZIE, per vedere il famoso dipinto di Leonardo da Vinci: IL CENACOLO.
Questo dipinto rappresenta l'ultima cena di Gesù, prima della sua crocifissione. Gesù è seduto al centro di un lungo tavolo ed ha intorno tutti e 12 i suoi apostoli.
So che è un'opera d'arte di fama mondiale e di valore inestimabile. Forse proprio per questo mi immaginavo di vedere una cosa che mi avrebbe lasciato a bocca aperta, invece non mi ha fatto nessun grande effetto, devo dire che, in confronto al MOSE' DI MICHELANGELO, il CENACOLO mi è sembrato ben poca cosa.
Tutti mi dicono che sono un insensibile, soprattutto coloro che non hanno ancora avuto l'occasione di vedere l'opera dal vero, ma cosa ci posso fare??????????? Certe emozioni vengono da dentro, non si possono creare con la ragione e tantomeno simularle: io non ne ho provata nessuna.
Forse non sono normale? BHOOOOOOOO...

BYE SUPER IPER MEGA ULTRA CLOD

lunedì 24 settembre 2007

I LOVE MY BYCICLE


Eccomi di nuovo qua a scrivere su questo splendido blog.

Adesso vorrei raccontarvi della mia nuova bicicletta. Per cominciare vorrei dirvi che mi piace tantissimo usarla.
Come ho precedentemente specificato questa è la mia primissimissimissimissima bicicletta nuova.
Finalmente un po' di libertà. Infatti sto vagabondando per tutto il paese con la mia super bici, sera compresa.
La sera esco spesso con il mio amico Riky. Andiamo a mangiarci un gelato alla gelateria artigianale del mio paese, che produce un gelato veramente buono. Mi gusto gelato e passeggiata, anche perchè sono gli ultimi giorni che posso uscire di sera, visto che si sta avvicinando l'inverno e l'anno scolastico sta cominciando a rendersi impegnativo.
Guardate la foto: non è una bella bicicletta? Il colore lo trovo stupendo!
Quando sono andato a comperarla potevo scegliere fra questo blu ed un colore grigio topo, che non era male, ma mi sembrava un po' triste.
Comunque, tanto per la cronaca, mi è già scesa la catena un paio di volte. La prima volta me l'ha messa a posto mia mamma e mi ha fatto vedere come si fa. La seconda volta l'ho rimessa a posto io con l'aiuto dell'amico Riky: non vi dico come ci siamo conciati mani, braccia e faccia!!! Vi sembrerà strano, ma essere riuscito ad aggiustare la mia bicicletta da solo (o quasi), mi ha dato una grande soddisfazione.
E' già passato quasi un mese da quando l'ho comprata e l'entusiasmo per il mio nuovo mezzo di locomozione, non accenna a diminuire.
Ora vado a studiare, onde evitare che mi venga messa in sequestro.
Bye bye CLOD











venerdì 14 settembre 2007

RITORNO SUI BANCHI


Sono tornato, sul blog e( purtroppo per alcuni versi e finalmente per altri) anche a scuola.
Come inizio non è stato per niente male, rivedere amici ed amiche mi ha fatto molto piacere e mi ha messo di buonumore.
Le insegnanti sono ancora le stesse dello scorso anno, tranne quella di francese e forse (sigh!) anche quello di musica.
Altra importante novità è il preside:il nostro caro vecchio preside è andato in pensione e ciò mi rattrista un po', perchè era troppo bravo, simpatico e, nonostante l'età, giovane nel comunicare con noi ragazzi e.... tante altre belle cose.... talmente tante che non saprei da che parte iniziare ad elencarle.
Comunque la vita continua e bisogna accettare i cambiamenti: speriamo che la nuova preside sia altrettanto brava e gentile, anzi, ne sono quasi certo. Vedremo col tempo.
Il massimo del bello comunque è la mia bicicletta nuova: la prima bicicletta nuova della mia vita!!
Del mio nuovo mezzo di locomozione parlerò dettagliatamente più avanti, per ora dico solo che vado a scuola in bicicletta (quando il peso dello zaino ed il tempo me lo permettono).
Andare a scuola in bicicletta è fantastico, mi fa sentire più libero e, soprattutto, indipendente.
E' bello anche perchè mi faccio delle belle pedalate in paese con i miei amici, un'esperienza per me abbastanza nuova, anche perchè fino a qualche tempo fa, ero un po' imbranato sulle strade, ora invece mi sento più sicuro.
Bye bye Clod

martedì 14 agosto 2007

IL PAPINO



Tra un post e l'altro ho nominato quasi tutti i miei familiari, parenti compresi, ma non ho ancora parlato di mio padre.
Cosa dire di mio padre?
Cominciamo col dire che, in questo periodo caldo ed afoso, nel bel mezzo dell'invasione delle zanzare tigre che non perdonano, lui non è ancora stato morso una sola volta: forse il suo secondo nome è AUTAN?!?
Abbiamo delle passioni in comune, siamo tutti e due golosissimi di dolci, gelati e pastrugni vari; questo fatto è uno dei motivi principali che ci porta a discutere, perchè spesso ci contendiamo il manicaretto e, quando c'è di mezzo qualcosa di prelibato, lui non è più un papà, ma si trasforma in un acerrimo nemico che fa di tutto per accaparrarsi il bottino, accantonando anche l'istinto paterno.
In fatto di paternali devo dire che non è esagerato, ma quando sono di turno lo devo subire in silenzio e, se voglio fiatare, devo stare attento a come lo faccio.
Direi che, tutto sommato, è un buon genitore, ci si può parlare tranquillamente e si ottiene parecchio da lui, ma, e sottolineo ma, quando punta l'indice e lo scuote dall'alto al basso, è meglio smettere subito, qualsiasi cosa ti stia rimproverando e, se possibile, addirittura cambiare aria, sloggiare, darsela a gambe ben levate.
Per oggi è tutto. Passo e chiudo CLOD

lunedì 6 agosto 2007

MI STO ANNOIANDO

Buongiorno a tutti
carissimissimissimissimissimi : mi sto annoiando.
A voi è mai capitato di passare un' estate senza nessun amico che sia disposto a fare qualcosa con te, oppure che tuttti i tuoi amici sono andati un vacanza e si stanno godendo la vita???????????
WEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE, non c'è a casa nessuno :-(


MI STO ANNOIANDO, MI STO ANNOIANDO, MI STO ANNOIANDO, MI STO ANNOIANDO, MI STO ANNOIANDO, MI STO ANNOIANDO, MI STO ANNNOIANDO, MI STO ANNOIANDO, MI STO ANNOIANDO, MI STO ANNOIANDO, MI STO ANNOIANDO, MI STO ANNOIANDO, MI STO ANNOIANDO, MI STO ANNOIANDO, MI STO ANNOIANDO, MI STO ANNOIANDO, MI STO ANNOIANDO MISTO ANNOIANDO, MI STO ANNOIANDO, MI STO ANNOIANDO, MI STO ANNOIANDO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Visto che anche continuando a lamentarmi le cose non migliorano nemmeno un po', provo ad analizzare la situazione per vedere se ci trovo qualcosa di positivo. Dunque....mmmm..............ehm
cioè............:

  • ho sentito spesso citare un vecchio proverbio che dice: "MEGLIO SOLI CHE MALE ACCOMPAGNATI"; si, mi sento un pochino meglio, ma i miei amici sono tuttaltro che di mala compagnia, sono tutti simpatici e divertenti: MI MANCANO!!!!

  • un altro proverbio cita: "CHI FA DA SE, FA PER TRE"; anche questo è vero: non avendo nessuno con cui chiaccherare, giocare e perdere tempo, potrei fare tante di quelle cose....... Il problema è che non me ne viene in mente nessuna, anzi, pensandoci bene , in questo momento mi piacerebbe tantissimo fare quattro chiacchere con qualcuno, oppure giocare a qualcosa o, ancora, buttare via un po' di tempo oziando in compagnia di qualcuno, ma, i miei amici, sono tutti via:MI MANCANO!!!

  • e che dire del famoso detto popolare: "CHI NON RISICA, NON ROSICA". Si, lo so che non centra una cippa di niente con l'argomento in questione, ma la noia e la solitudine, forse, mi stanno surriscaldando il cervello: speriamo che la temperatura non salga troppo, altrimenti rischio la fusione. Il vero problema è che i miei amici d'avventura e di battaglia non ci sono:
    MI MANCANO!!!
Ma si, si tratta solo di una decina di giorni, poi una alla volta ricominceranno a tornare e, in men che non si dica, si riprenderanno il vecchio ritmo e lo stile di vita di prima.
In fondo io le mie vacanze me le sono già godute ed ora anche loro si meritano un po' relax in qualche bel posto di villeggiatura. Vorrà dire che li chiamerò per accertarmi che si stiano divertendo.
CIAO CIAO.
iL MITICO CLOD!!!!!!!!!!

lunedì 30 luglio 2007

giovedì 26 luglio 2007

LIBERO SFOGO!!!!

Buongiorno a tutti
ora voglio parlarvi del gioco di Dragonball , il mio videogioco preferito.
Dovete sapere che io ho un fratello maggiore, il cui passatempo preferito è quello di tormentare il prossimo; quesito per voi: chi è la sua vittima preferita? Risposta: io!
Potete immaginare quanto spesso e con quanta foga mi monti la rabbia; quando sono arrabbiato, purtroppo, perdo con estrema facilità il controllo e finisco per "sclerare" con incredibile facilità, prendendomela anche con chi spesso non centra niente.
Allora ricorro al mio gioco che uso per diversi scopi:
per divertirmi, per competere con gli amici ma soprattutto per sfogarmi quando ho la rabbia dentro.
Per liberarmi da questa IRA FUNESTA (..e mia mamma dice che il mitologico Achille non era niente al mio confronto!!... Mha, a me non sembra!) immagino che il guerriero avversario sia la persona che in quel momento odio con tutto me stesso, senza trascurare nessun millimertro (a proposito di millimetri: Miri leggi assolutamente questo post). Ciò serve a calmarmi e farmi tornare tranquillo (....sempre mia mamma dice che non faccio grandi miglioramenti, ma che sembro un certo Orlando che, a suo dire, era solo FURIOSO!!!......Mha, chissà chi è sto Orlando, comunque a me sembra di essere un tipo.... così mite!).
Comunque, consiglio questo gioco a chiunque abbia una persona che non fa altro che rompere le......BIP......., se non avete nessuno che vi rompe 25 ore su 24, non s che cosa dirvi.
Per questa edizione del telegiornale è tutto, ci risentiamo più tardi.
CIAO CIAO BY IL VOSTRO SUPER MITICO MEGA GALATTICO IPER ( SENZA ESCLUDERE NESSUMNISSIMO SUPER MERCATO) CLOD.


BYE BYE CLOD

Ricordatevi sempre: I AM NUMBER 1!!!!!!!???????????????!!!!!!!!!!!!?????????

CIAO

martedì 24 luglio 2007

UNA DURA SETTIMANA (duro ha anche i suoi lati positivi)

Buongiorno a tutti.
A voi lettori non è mai capitato di vivere una dura settimana con la cugina a cui hai attaccato la mania di fare un blog?????
A me purtroppo si. Questa settimana, come tutte le estati, la cugina è di turno in vacanza presso la mia modesta residenza di periferia.
La cugina in questione è la pazza Takumi ( se volete andare a visitare il suo pazzo blog eccovi il suo pazzo indirizzo: takumi-dovelademenzanonhalimiti.blogspot.com).
Dormiamo nella stessa stanza, ha preso il letto di mio fratello, mentre, la pecora nera (mio fratello, il quale per motivi politici preferirebbe essere chiamato la pecora "azzurra"), si è trasferito in soggiorno sulla brandina sfondata che apriamo in caso di ospiti.
Passiamo tutte le notti o non dormire oppure dormiamo massimo due ore, nonostante ciò mia mamma (che chiamerei NEGRIERA), non ci risparmia nessuna faccenda.

Avevamo programmato una giornata in piscina, ma quest'anno mia cugina ha avuto la sfiga di ammalarsi e, siccome si è appena rimessa, non possiamo andarci.
In compenso abbiamo più tempo per aggiornare i nostri splendidi blog o per mangiare ghiaccioli a volontà.
Anche se ci sono altri giochi o passatempi noi non li conosciamo o non ci vengono in mente (la NEGRIERA dice che è perchè dormiamo troppo poco e paliamo troppo tanto), se qualcuno passando nel mio blog per favore mi può consigliare qualcosa da fare, purchè non siano nè gli scacchi nè le carte, ne sarei felice.
CIAO CIAO IL SUPER MITICO ULTRA GALATTICO IPERMEGA TROPPO BELLO CLOD.
I AM NUMBER ONE!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!?!!?!!!!!!!!!!!!!!!!!



P.S.Vi porta isuoi pazzi saluti quella pazza di una ragazza di mia cugina Takumi Konoha Yokomizo.
CIAO CIAO CIAO!!!!!!!!!!!

lunedì 23 luglio 2007

LA PALLAVOLO

Un caldo saluto a tutti (anzi direi freddo con il caldo che c'è in questi giorni).

Ora voglio parlarvi della pallavolo: il mio sport preferito.
La mia passionne per questo sport è cominciata un belpo' di anni fa, guardando un episodio di Mila e Shiro il cartone animato giapponese.

Si può dire che io e la mia migliore amica abbiamo imparato da soli a giocare a questo gioco.
E dopo 1 mesetto di esperienza il nostro amico Riccardo ci ha insegnato qualcosa di nuovo.
E quando siamo diventati di giocatori esperti organizzavamo delle partite 2 vs 2 nel nostro splendido cortile.
Il ricordo di quei giorni rimarrà sempre impressi nel mio cuore.
IN questi giorni, forse per il troppo caldo, non abbiamo neanche il coraggio di prendere in mano la palla.

CIAO SUPER MITICO CLOD

ARCORE BEACH

Ribuongiorno a tutti,
in questo post voglio parlarvi della splendida giornata che ho trascorso la scorsa settimana alla piscina di Arcore. Avete indovinato: è proprio quella che si affaccia davanti alla villa di Berlusconi (a proposito di Silvio: andate a visitare il blog di quel berlusconiano di mio fratello, l'indirizzo è: eversilvio.blogspot.com).
Ad Arcore beacgh ci sono andato con mia zia miri (se volete visitare il suo blog ecco l'indirizzo: sonnenschien73.blogspot.com), e con mi cugina e sua "figlia Claudia.
Appena arrivati e dopo aver steso le salviette ci è venuto in mente di soprannominare quel posto ARCORE BEACH.
Facendo un caldo terribile alle 10:00 io e Claudia ci siamo tuffati in acqua, e dopo cinque minuti ci è venuto in mente di fare delle gare con le tavolette: chi ci sta di più seduto, chi ci sta di più in ginocchio e chi sta di più in piedi.
Poco più tardi è entrata Miri e con lei e con lei facevamo uno strano giochino: tutti e due vanno sott'acqua, uno dice qualcosa e l'altro deve indovinare che cosa ha detto quello che ha parlato.


CIAO CIAO DAL MITICO CLOD!!!!!!!!!!

giovedì 19 luglio 2007

LO SPLENDIDO SUCCESSO CHE HA AVUTO LO SPLENDIDO MUSICAL

Cari lettori, adesso vorrei parlarvi, come dice il titolo del post, dello SPLENDIDO SUCCESSO CHE HA AVUTO LO SPLENDIDO MUSICAL (vedi post "IL MUSICAL").
Quella sera, la sera del 23-05-o7 c'è stata la più grande vittoria del MILAN. Ma non è questo l'argomento di cui desidero parlarvi, infatti voglio parlarvi del successo che ha avuto il musical di cui vi ho parlato precedentemente.
Non me lo so spiegare ma quella sera non ero teso per niente, la tensione infatti è cominciata a salire mentre suonavamo il primo brano MARIA.
Le battute recitate dagli attori sembravano quelle recitate nel vero film.
Per il momento non ci sono aggiornamenti.
Se ci sono delle novità vi farò poi sapere in futuro.
SUPER MEGA IPER ULTRA GALATTICO TROPPO BELLO CLOD.

CIAO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!?!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!?????????????????????!!!!!!!!!!!!!??????????!

I'M #1!?!?!?!?!?!?!?!?!?

martedì 17 luglio 2007

AL MARE...FINALMENTE!!!!!!!!!!!



Cool Slideshows!

Cari lettori è un pò di tempo che non scrivo, e se volete posso anche spiegarvi questa temporanea assenza: SONO APPENA TORNATO DAL MARE!!!!!!!!!!!!!Quest'anno sono andato per 15 giorni in Toscana, sulla Costa Etrusca.La zona in cui mi sono recato quest'anno era molto comoda: 1) Avevamo il bar sotto casa;2) Il ristorante davanti all'appartamento;3) Il bowling al di là della strada;4) La spiaggia era a due passi dall'appartamento.Parliamo un pò della spiaggia.La spiaggia era bianchissima, non per ninte si chiamano Spiagge bianche.L'acqua del mare era praticamente celeste, tipo i tropici.La prima gita che abbiamo fatto è stata effettuata a Volterra: la città famosa per l'alabastro. C'erano anche degli solendidi negozi di alabastro.Come souvenir di quella splendida città ci siamo comprati un tappo per le bottiglie di vino. E chi avrà mai pagato? Io ovviamente.A Volterra c'è anche uno splendido museo: "Il Museo Della Tortura", le foto le metterò più avanti.Di sera, nel paese dove sono andato io, c'erano tantissime bancarelle.Io li mi son comprato:un braccialetto con scritto super clod, un calzino per il cellulare, un cosino da appendere al cellulare e basta.
Pubblicato da corvo rosso a 7/16/2007 01:45:00 PM

martedì 19 giugno 2007

FAN FICTION POKEMOM



IL CASTELLO DELLE NEBBIE

capitolo 1

L'immenso mare era tranquillo, le stelle splendevano nel cielo senza nuvole e le onde
cullavano dolcemente la barca. Misty e Tracy erano sul ponte, con in mano ciascuno una
tazza di cioccolata calda, diretti all'isola Shamuti. Misty sorseggiava tranquilla la
bevanda, avvolta nella coperta che si era portata dalla sua cabina, e guardava pensierosa
il mare. C'era troppa calma. Troppa. Lei era nata con l'acqua, sapeva che non era naturale
che ci fosse quel silenzio. Persino le onde sembravano muoversi senza far rumore, quasi
avessero paura di essere sentite. Paura. Ecco cosa riempiva il mare e le sue creature.
Anche i pesci fuggivano in un'unica direzione, spaventati da quello che si stava
avvicinando. Ma all'orizzonte non c'era niente. Solo il mare. Tracy disse:
"E pensare cosa era successo in questo mare!" Misty sapeva a cosa si riferiva.
Poco tempo fa, appena un anno prima, in questo mare si era svolta un'epica battaglia fra
le forze della natura. Zapdos, Moltres e Articuno avevano iniziato tra di loro un duello
mortale, che si sarebbe concluso con la distruzione della Terra, se Ash non fosse
intervenuto, a cavallo di una splendida fenice, a interrompere il combattimento e a far
capire loro cosa stavano provocando. Ash. Gli mancava tantissimo. Da quando era fuggito
dalla nave, non si era data pace, e finalmente era riuscita a trovare una barca, per
raggiungere l'isola di Shamuti, dove probabilmente si era rifugiato, innamorato cotto
com'era di Melody. Era quello il motivo per cui era fuggito. Diceva nella lettera che
non avrebbe resistito senza di lei. Tracy riprese a parlare: "Secondo te, Misty, cosa starà
facendo Ash in questo momento?"
"Scommetto che starà baciando Melody o si starà ingozzando come un matto!" rispose lei,
sarcastica, ma non fece in tempo a scusarsi per la battuta che una leggera nebbia si alzò
all'orizzonte. Improvvisamente, questa si dissolse quando fu sotto la luna, e rivelò
un'isola vagante, con un enorme castello, tetro e buio. Ma quello che più li spaventò
di quella misteriosa apparizione fu la comparsa sulla torre più alta di una figura, umana
probabilmente: poterono vedere a malapena che alzava le braccia, e quasi contemporaneamente
ricomparve la nebbia, nascondendo loro la vista di quella spaventosa costruzione.
Poco dopo, essa scomparve, e per quanto si guardasserp attorno, essa era scomparsa.
Misty rifletté su cosa le era successo quando era apparsa la figura: aveva avuto un tuffo
al cuore, e quest'ultimo aveva iniziato a battere a mille, come se avesse riconosciuto chi
si celava dietro quella figura buia. Tracy si voltò dall'altra parte e gridò:
"Misty!", prima di essere scaraventato sulla sabbia. Si erano scontrati con gli
scogli dell'isola avvolta nelle nebbie, comparsa misteriosamente dietro di loro, e la barca
aveva fatto sbalzare via i due sulla costa, prima di spezzarsi al contatto con la dura
roccia della scogliera. Tracy era debole, ma poté sentire dei passi avvicinarsi a lui,
e una mano femminile posarsi sul suo collo: "Misty, stai bene?" chiese lui, convinto della
presenza della sua amica, ma dovette riconoscere di aver sbagliato quando sentì una voce
rispondergli:
"Scusa, ma io non mi chiamo Misty, io mi chiamo Stella. Stai bene, tu?" Tracy alzò lo
sguardo e vide una giovane ragazzina, sui tredici anni, con capelli castani e occhi
marroni, vestita con una camicia di seta azzurra leggera, e una gonna lunga turchese.
Tracy annuì lentamente e volse lo sguardo alla sua sinistra: poco lontano giaceva Misty,
ancora svenuta. Sentì la ragazza alzarsi e la vide prendere un fischietto e suonare.
Arrivò un Suicune. Tracy ebbe la sensazione di averlo già visto. Stella prese il corpo

di Misty e lo caricò sulla groppa del Pokémon, poi la ragazza lo prese per un braccio e
gli chiese: "Riesci ad alzarti?" Il ragazzo annuì e si alzò, poi si incamminò verso il castello, sorretto da Stella. Non sembrava pericolosa. La ragazza si avvicinò all'enorme portone, probabilmente l'unica entrata del castello, e bussò. Una voce maschile, stanca, le rispose:
"Entra!" e Stella aprì la porta. Era una sala enorme, illuminata con le torce, con migliaia di scale sullo sfondo. Un lungo tavolo stava al centro della stanza, e su una sedia, poco lontano, stava seduta una figura umana, avvolta con una tunica viola, che portava un cappuccio viola sulla testa, in modo che il volto fosse celato alla vista degli altri. "Stella, va tutto bene?" chiese la figura.
"Stai tranquillo, Will. Non è successo niente. Solo, questi due poveri ragazzi si sono scontrati con la loro barca sulla scogliera. Possiamo ospitarli qui, finchè la barca non sarà a posto?"
"Non so."
"Per favore, Will. Non sono pericolosi. I loro pensieri sono puri."
"Va bene, se lo dici tu! Accompagnali nelle loro stanze, io torno a dormire. Controllare che la nebbia sia attiva ventiquattr'ore su ventiquattro è faticosissimo."
"Ora riposa, controllare sempre ti stanca solo e ti rende nervoso. Buona notte," disse Stella, baciando la figura. Anche se Tracy non vedeva la sua faccia, poteva immaginarlo rosso come un peperone. Poi Stella lo spinse su per le scale: "Forza, Tracy, raggiungi Suicune!"
"Come sai il mio nome?" chiese lui, stupito.
"Beh, mi sembra naturale! Ce l'hai scritto sullo zaino che hai in spalla!" Tracy sorrise, prendendosi in giro per la propria stupidità. Quando arrivarono alle loro stanze, ovvero dopo una trentina di scale dopo, Misty era già su un letto, e si stava riprendendo. Stella li lasciò soli e Tracy raccontò tutto, parlando anche di Will e di come doveva essere lui la figura che aveva rievocato la nebbia. Misty stette ad ascoltare, poi si stese sul letto e disse:
"Mi è molto familiare. Will... dove l'ho già sentito?"
"Ora sarà meglio dormire, Misty," annunciò Tracy, stiracchiandosi, poi si sdraiò e spense la luce. I due si addormentarono.
Il giorno dopo, appena si svegliarono, Tracy aprì la porta, preparandosi ad attraversare la giungla di scale, ma scoprì con stupore che esse erano sparite, tranne una che portava direttamente al pianterreno! Vide Stella sotto e gridò:
"Stella, ma che razza di magia è questa?!"
"Oh" disse lei, sorpresa dalla voce. "ieri si era attivato l'antifurto! Se degli estranei si avventurano nel castello, compaiono delle scale che hanno la funzione di confonderlo e di impedirgli di raggiungere la camera mia e quella di Will!" Misty scese precipitosamente le scale, affamata, e quando si trovò davanti una tavola imbandita con le prelibatezze più squisite, non potè resistere e iniziò a mangiare. Stella li lasciò mangiare e disse: "Vado a svegliare Will. A meno che non si sia già alzato..." ma non fece in tempo a finire, che un urlo e dei tonfi echeggiarono. Misty e Tracy alzarono lo sguardo e videro Will sdraiato davanti alle scale, con un Raikou sopra di lui, che gli leccava la faccia. Will iniziò a ridere e disse:
"Raikou, no, mi fai il solletico! Smettila, per favore! Scoppio dal ridere!" ma Raikou non si fermò, finchè non arrivò Stella e il Pokémon le lasciò spazio, andando verso la tavola e accoccolandosi ai piedi della sedia "capotavola". Stella aiutò Will ad alzarsi, e lui si voltò verso di loro. Delle zampate nere e gialle gli rivestivano la tunica. "Raikou, questa me la paghi" gridò lui, mentre Stella diceva:
"Will, ti conviene lavarla, mentre le impronte sono fresche e possono essere tolte con facilità." Il ragazzo, alquanto arrabbiato per la scocciatura, uscì.
"Ma dove sta andando?" chiese Misty. "Alle cascate. E' lì che laviamo. Volete che ve le faccia vedere?" chiese Stella. Un coro di sì le rispose
Misty e Tracy, affiancati da Stella, osservavano la cascata che c'era davanti a loro.
"Questo é il paradiso dei nostri Pokémon d'acqua. Se volete vederli, ditemelo..."
"A me piacerebbe! Sono una capopalestra di Pokémon d'acqua!" Stella sorrise e prese un fischietto a forma di conchiglia, poi ci fischiò dentro. Ne venne fuori un suono melodioso e grave. Come in sua risposta, un altro suono seguì, più familiare. Dall'acqua emerse una Lugia, poi un Suicune e due Gyarados, un Vaporeon e un Kingdra. Misty osservava i Pokémon con molto stupore. Lugia volò fino ai piedi di Stella, poi strofinò il muso sulla sua faccia.
"Brava, Lugia, calma. Dov'é Will?" chiese Stella. Lugia alzò lo sguardo verso la cima della cascata. I tre alzarono il volto e lo videro, sul bordo della cascata, seduto su una roccia, che puliva la tunica. La sua faccia era scoperta. Purtroppo, da lontano, non si distingueva il volto. Lui li salutò con la mano e tornò a pulire la tunica. Dopo pochi secondi, la sollevò in aria e disse:
"Forza, Charizard!" e una fiammata gli passò vicinissimo. La tunica era asciutta.
"E' il nostro modo di asciugare la roba!" esclamò Stella, come in risposta alle facce stupite di Tracy e Misty. Poi Will si rimise la tunica e chiamò:
"Lugia!" e si tuffò dalla cascata. Lugia volò sotto di lui e Will atterrò sulla sua groppa in piedi. Volse lo sguardo a Tracy e a Misty, quasi volesse far capire loro qualcosa. Gli occhi di Will si illuminarono. Nella sua mano si materializzò una katana lucente, bianca e luminosa. Lui, sempre cavalcando Lugia, si tuffò in picchiata verso di loro e lanciò la katana verso Misty. La ragazza gridò, temendo che la volesse uccidere. Invece sentì la katana sfiorarla. Lei si voltò e vide uno scorpione trapassato dalla lunga spada. Era piccolo, ma velenosissimo. Misty guardò di nuovo Will: come aveva fatto, a quell'altezza, a vederlo e a colpirlo? Will allungò la mano nella sua direzione e l'arma, come se fosse legata a lui, ritornò indietro. Lui scese dalla groppa di Lugia e disse: "Fate attenzione, qui non è tutto una bellezza!" poi se ne andò, diretto al castello.
"Solare, l'amico!" esclamò Tracy, e i tre si misero a ridere. Senza che loro se ne accorgessero, una lacrima scese dall'occhio di Will e solcò la sua guancia destra.
Quella sera, Will uscì dal castello, diretto alla spiaggia. Stella disse sottovoce ai due:
"E' sempre così, ultimamente. Quasi ogni sera esce e va verso la spiaggia. Il bello é che lui va via alle otto, e io guardo sempre verso la finestra. Una volta ho provato a cronometrare quanto stava dentro, ed é risultato un minuto. Erano le otto quando se n'era andato. Poi avevo alzato lo sguardo all'orologio e vide che erano le nove!"
"Ma é impossibile!"
"Eppure é vero! A meno che..."
"A meno che?" chiesero i due.
"A meno che non sia in grado di controllare il tempo..." e si sistemarono vicino alla finestra.
"C'é un solo modo per scoprirlo!" improvvisò Misty, sicura che il suo piano avrebbe funzionato. "Dobbiamo seguirlo!"
"Giusto!" esclamò Stella, e scese dalle scale. Poi aprì il portone di poco e fece loro un cenno. Uscirono fuori e incominciarono a correre nella direzione presa da Will.
Il ragazzo era seduto su una roccia, sulla spiaggia. Il mare era calmo e tranquillo, nel cielo non c'erano nuvole e la luna splendeva come sempre. Ma Will sapeva che quella non era un serata come tutte...
Stella, Tracy e Misty erano finalmente arrivati, e dietro un cespuglio osservavano la scena. La foresta che si erano lasciati alle spalle, ma ancora abbastanza vicina, li ricopriva totalmente. C'erano solo poche fessure, sufficienti per vedere cosa stava succedendo.
"Il mistero della Sfinge..." sussurrò Stella.
"Cosa?" chiese Misty.
"Will, nell'antico calendario che abbiamo trovato qui nell'isola, apparterrebbe al segno della Sfinge. Misterioso e solitario, diffidente e glaciale. Ma ho più paura del suo ascendente..."
"E quale sarebbe?"
"Chimera. Agile e silenzioso, affascinante e..." si fermò.
"E?" chiesero gli altri.
"... assassino" concluse lei con un gemito. Poi si voltarono a guardare silenziosamente Will. In quel momento nel cielo si diffusero delle nuvole, che si modellarono fino a formare un volto di donna.
"Will..." iniziò a dire la figura.
"Eccomi..."
"So che ti mancherò, ma devo dirtelo. Questo sarà il nostro ultimo incontro. I giorni del destino sono vicini, e hai bisogno anche della notte per allenarti. Per non parlare della nebbia. Io stessa ti invierò delle prove, che tu potrai affrontare per capire quanto hai bisogno di allenarti ancora. Ma voglio farti un regalo, l'unico che potrei fare, ridotta come sono..."
"Ma cosa?..." gridò Will, mentre una luce accecante comparve davanti a lui. Al suo posto comparve poi una donna, con i capelli biondi e gli occhi castani, con un vestito lungo e bianco. Doveva avere trent'anni. La donna gli si avvicinò e lo abbracciò, come se fosse stato suo figlio. Will disse: "Mamma...", prima di iniziare a piangere sommessamente. I tre non ci potevano credere: dunque la mamma di Will era morta all'età di trent'anni!
"Ora devo andare. Ciao, Will!" e la figura scomparve. Will si voltò verso la foresta, per tornare al castello, quando un ruggito spaventoso provenì da essa...

IL CASTELLO DELLE NEBBIE
capitolo 2

Dal bosco spuntarono fuori tre chimere, una rossa, una blu e una nera. Esse si disposero a cerchio intorno a Will, che evocò la sua katana e si mise in posizione di combattimento. I tre mostri continuarono la loro danza, come se volessero prendere in giro l'impotenza di Will. Poi si fermarono e si misero pronte a balzare. Stella, Misty e Tracy osservavano silenziosamente la scena. Stella pensava: una rossa, una blu e una nera...
"Ma certo!" sussurrò lei. "Sono le chimere guardiane!"
"Guardiane?!"
"Sorvegliano il regno dei morti! Il rosso del loro sangue, il blu della paura e il nero della morte! Come può affrontarle? Non sono neanche vive!" ma non fece in tempo a finire che successe una cosa straordinaria: Will ritirò la propria spada e stette fermo. Poi s'illuminò di un'aura blu scurissima e si trasformò in una gigantesca chimera, luminosissima, che fece indietreggiare le altre tre. La chimera rossa balzò sul dorso di Will, il quale se la scrollò di dosso e la morse al collo. Il sangue colava dal collo della vittima, ma era ancora viva, e in poco tempo riprese a combattere. Will si avventò contro quella blu, la quale rispose con un graffio sul dorso. Will rispose con un altro morso e un graffio, mirati al muso della chimera. Dopo mezz'ora di lotta, le tre chimere erano ancora integre, e non mostravano segni di cedimento anzi, sembravano più vigorose di prima. Invece Will era stanco, spossato, e non riusciva più ad imprimere la stessa forza nei morsi. Così non va, pensò mentre le tre chimere lo circondavano di nuovo. Rifletté: le chimere non sono esseri vivi, ma animali frutto della fantasia dei bambini. In pratica, erano degli incubi. Ma come poteva sconfiggere degli incubi? Con che cosa?.. .Ad un certo punto Will si rese conto della soluzione, e attaccò la chimera rossa: pochissimi secondi prima di morderla, ricordò l'attimo in cui aveva preso il suo primo Pokémon, un momento felice, e la chimera si dissolse appena Will l'ebbe morsa. Funzionava! Doveva attaccarle con i bei ricordi, che distruggevano gli incubi! Si voltò verso il mostro blu, e l'attaccò pensando alla sua festa di compleanno con tutti i suoi amici: anche quel mostro si dissolse in una nuvola di gas. Infine la chimera nera si fece avanti: era la più grossa e la più cattiva, quindi non sarebbero bastati ricordi normali a distruggerla. Pensò a quando aveva lottato contro Zapdos, Articuno e Moltres in groppa alla fenice, e morse la chimera al collo. Il mostro stette fermo qualche attimo, poi si liberò della morsa di Will e cercò di scappare, ma non fece in tempo a raggiungere la foresta che si dissolse. Poi la chimera-Will si ritrasformò in un essere umano, e il ragazzo si accasciò al suolo, stanchissimo dello sforzo che aveva fatto.
"Stella, non andare! Se ci scopre ci ammazza tutti con la sua katana!" sussurrò Tracy mentre cercava di tener ferma Stella, che voleva correre ad aiutare il suo amico Will.
"E' stanco, non ce la farà mai a raggiungere il castello!" e si divincolò della stretta. Corse fuori dei cespugli e abbracciò forte Will, tra le lacrime, contenta che fosse ancora vivo.
"Stella!"
"Will, ti prego, non farlo mai più!"
"Ma... io..."
"Potevi morire! Ti prego, non farlo più! Basta!" e scoppiò a piangere. Allora, anche Misty e Tracy vennero fuori dei cespugli, e si avvicinarono ai due.
"Stella, io non posso farci niente. Devo allenarmi. Pensa che un giorno dovrò affrontare cose ben più pericolose di queste..."
"Perché devi farlo?"
"Non te lo posso dire. L'ho promesso a... a me stesso" e si alzò barcollando. Tracy lo afferrò per un braccio e lo aiutò a camminare fino al castello, mentre Misty accompagnava Stella, ancora scossa per il combattimento.
Will si sdraiò sul letto e attese che il sonno arrivasse, ma qualcos'altro arrivò da lui: sul letto si formò una nube scintillante e comparve sua madre.
"Bravo, Will. Sei riuscito a trovare il punto debole delle chimere..."
"Mamma, te ne rendi conto di cosa hai fatto?! Stella é rimasta sconvolta da quello che ha visto, e non vuole più uscire dalla sua camera, tanto é spaventata di vedermi morire!"
"Non posso farci niente. Quella è stata una sua scelta..."
"Per favore, mamma, non darmi più una prova così crudele!"
"Stai tranquillo. La prossima prova sarà molto diversa. La tua katana non ti servirà per nulla, perché non sarà una prova di combattimento..."
"E che prova sarebbe?"
"Di intelligenza. Domani, entra nella cascata e prosegui fino al fondo del cunicolo. Alla fine troverai sette provette: cinque contengono un veleno mortale, e solo una ti consentirà di uscire sano e salvo dalla cascata. Un'altra invece ti permetterà di tornare indietro, ma dovrai affrontare un mostro di ghiaccio" e sparì nel nulla, lasciando Will da solo a riflettere. Doveva andare o no? Ma lui si fidava di sua madre e perciò ci sarebbe andato, con o senza il consenso di Stella. Non era lei la padrona...
Il giorno dopo, con la scusa di andare a dar da mangiare ai Pokémon d'Acqua, si recò alla cascata. Era davvero imponente, pensò Will. Come aveva non potuto pensare che dietro ci dovesse essere una grotta o qualcosa del genere? Entrò nell'acqua e aprì l'ombrello, pronto ad affrontare il liquido gelata ed un possibile raffreddore. Contò fino a tre e poi l'attraversò tutta d'un colpo, senza aspettare che il suo corpo si abituasse al freddo. Una volta dentro, chiuse l'ombrello e proseguì per il corridoio. Era molto buio e Will, nonostante avesse una vista molto acuta, non riusciva a procedere veloce. Inciampava molte volte nei sassi, ma non si perdeva d'animo e proseguiva. Alla fine arrivò ad un lungo tavolo, su cui stavano sette provette, tutte di dimensioni diverse, e accanto una pergamena molto antica. Appena l'afferrò, dietro di lui cadde una parete di ghiaccio, che gli bloccava l'unica via d'uscita. Era in trappola. Come aveva detto sua madre, l'unica via d'uscita era trovare e bere la bottiglia che gli avrebbe aperto la via d'uscita. Prese la pergamena e la lesse:

"Davanti a voi é l'uscita, dietro l'insicurezza
due tra di noi vi aiutano, usate la destrezza
una sola, di sette, vi lascerà avanzare
se un'altra ne berrete, vi farebbe arretrare
due son piene soltanto di nettare d'ortica
tre, assassine, s'apprestano alla loro fatica.
Scegliete o resterete per sempre tra i supplizi.
Per aiutarvi a scegliere, vi daremo quattro indizi:
primo, seppur subdolamente il veleno non si svela,
il vino delle ortiche alla sinistra cela;
secondo, differenti sono quelle agli estremi
ma per andare avanti rimangono problemi;
terzo, come vedete, non ve n'é una uguale
sol di nana e gigante il vin non è letale;
quarto, la seconda a dritta e la seconda a sinistra
son gemelle al gusto, ma diverse alla vista.
Ma devi essere umile se vuoi uscire
Altrimenti tra i ghiacci dovrai perire..."

Dunque, se ho ben capito, due non sono pericolose ma servono a poco, tre possono uccidermi, una mi farà uscire dalla caverna, l'altra mi libererà ma dovrò combattere contro un mostro di ghiaccio... Andiamo per ragionamento... quelle agli estremi non mi fanno uscire... la seconda a sinistra e la seconda a destra sono uguali... Un ruggito provenì da dietro la parete di ghiaccio. Will cercò di conservare il sangue freddo.
"... Credo di capire! Allora, alla sinistra sta l'ortica, quindi le due... seconde... non possono essere d'ortica, ma sono mortali... quindi l'altra bottiglia all'estremo dev'essere veleno... quindi, se ho capito bene, quella più grande e quella più piccola sono quelle giuste.... ma solo una delle sue mi salverà... Un momento!" Ma devi essere umile se vuoi uscire...? "Allora, se ho capito bene, quella più piccola é quella giusta! Penso di aver indovinato, speriamo in bene..." e afferrò la provetta. Tolse il tappo e la bevve lentamente, poi la posò sul tavolo e stette ad aspettare. Una mano si posò sulla sua spalla e lui scattò in avanti, girandosi e liberandosi della stretta:
"Will, calmati, sono io..."
"Mamma!"
"Bravo, Will, il tuo ragionamento é stato giusto! In ordine le provette contenevano ortica, veleno, ortica, il liquido che ti avrebbe fatto combattere contro il mostro, la provetta della via, e le ultime due veleno. Hai mantenuto il sangue freddo e hai ragionato! Ora puoi ritornare a casa!" e gli rivolse un cenno di saluto con la mano. Poi la parete scomparve e il mostro si sciolse. Will era libero! Corse via e superò la cascata a braccia aperte, desideroso di aria, ma appena uscito si rese conto cos'era successo: Stella lo guardava stupita, e persino Lugia sembrava sorpresa. Ma certo, pensò, che cretino che sono! Loro non sapevano della prova...
"Will, da dove sei spuntato fuori?"
"E' una storia lunga da spiegare, Stella, ma posso dirti che ho fatto una bevuta alla cascata..."
"Ora dammi una mano, assetato! I Pokémon stanno morendo di fame..." e lo afferrò per una manica, trascinandolo via.
Quella sera, Will tirò fuori del suo cassetto un libro molto antico e lo sfogliò: parlava di luoghi e mostri fantastici. Sfogliandolo, si fermò ad una pagina: mostrava una spiaggia buia, e al centro quattro chimere che lottavano: una rossa, una blu, una nera e una splendente. Possibile che...? Voltò pagine e vide una caverna di ghiaccio, con sette bottiglie diverse e una pergamena, e un ragazzo che stava afferrando quella più piccola. Ma allora in quel libro erano rappresentate le prove! Voltò pagine e vide la pianta di un edificio, ma non era un castello. Era una pianta complicata, quasi fosse quella di un...





IL CASTELLO DELLE NEBBIE
capitolo 3

"Un labirinto!" esclamò Will, rendendosi conto di cosa avrebbe dovuto affrontare.
"Esatto, Will, un labirinto!" disse sua madre, comparsa all'improvviso al suo fianco.
"Ma... ma..."
"Sotto il castello esiste un vecchio labirinto, abitato da un unicorno selvaggio. Tu dovrai riuscire a trovarlo e a domarlo. Credimi, ti sarò d'aiuto...."
"E che razza di prova sarebbe?"
"Una prova di sangue freddo: quell'unicorno ti ucciderà, se ti prenderà di sorpresa. Dovrai riuscire a mantenere il sangue freddo e la calma, anche nei momenti più disperati. Domani, alle dieci in punto, aprirò la porta del labirinto solo per pochi istanti, il tempo necessario che tu possa entrare. Buona fortuna e, come sempre non portare la tua katana!" e si dissolse nel nulla. Sarebbe stata una prova dura, ma avrebbe resistito.
Stella aveva ascoltato tutto da dietro la porta, e prese una decisione: Will poteva di nuovo morire, e lei non l'avrebbe lasciato da solo. Si sarebbe portata il suo boomerang e il suo Vaporeon, e lo avrebbe seguito. Con o senza il suo consenso. Anzi, non glielo avrebbe neanche detto...
Il giorno dopo, Will fece una colazione leggera ma abbondante di vitamine, per essere sicuro di poter resistere anche un'ora a cavallo dell'unicorno. Trovò strano il fatto che anche Stella mangiasse le stesse cose e fosse taciturna, ma non ci badò. Avrebbe pensato dopo a scoprire cosa le era successo. Si recò di nascosto giù nello scantinato e attraversò la porta, non senza aver abbracciato un'ultima volta sua madre. Poi entrò e si diresse verso sinistra. Stella si affrettò e stranamente la madre non chiuse la porta anzi, la lasciò entrare:
"Mancavi solo tu all'appuntamento"
"Vorrebbe dire che lei sapeva...?"
"Sì, piccola mia. Ora entra..." la fece entrare, poi chiuse la porta e scomparve. Bene, pensò Stella, ora erano da soli, lei, Vaporeon, Will e l'unicorno. Prese la sfera e chiamò silenziosamente il suo pokemon:
"Ascoltami, Vap. Non sappiamo quanto possa essere pericoloso l'unicorno, quindi dobbiamo seguire una strategia. Procediamo in punta di piedi e con calma, e teniamo le orecchie tese. Appena sentiamo un nitrito o dei passi, stiamo fermi e immobili e ci teniamo pronti ad attaccare. Senza che io te lo ordini, appena comparirà dovrai usare l'attacco getto d'acqua diretto al muso, e io lancerò il boomerang, poi via di corsa. Capito?"
"Vapo!"
"O.K. Andiamo!" e si avviarono silenziosamente verso destra.
Will camminava contro il muro e si guardava attorno, pronto a scattare. Avrebbe giurato di aver udito il Vaporeon di Stella, ma non poteva essere. Sua madre non l'avrebbe mai lasciata passare. E poi non poteva certamente conoscere il labirinto. Già non lo sapeva lui! Ad un certo punto stette fermo e ascoltò: aveva sentito un rumore di zoccoli, ma questo si era allontanato subito. Respirò più lentamente, cercando di mantenere la calma e il sangue freddo. Non poteva aspettare, o sarebbe sicuramente morto. Prese fiato e svoltò silenziosamente l'angolo. La via era deserta. Proseguì attaccato al muro, e sentii di nuovo un rumore, ma non di zoccoli: di passi umani. Erano lievi, come se qualcuno stesse camminando sulle punte dei piedi, ma se stava zitto li poteva sentire. Si nascose dietro l'angolo e rimase in attesa: vide sul muro proiettarsi l'ombra di un Vaporeon, seguita da una umana. La osservò attentamente: quella era l'ombra di Stella! Girò la testa verso la strada, ma questa era deserta. Stava sudando freddo: perché Stella era là dentro? Cosa ci era venuta a fare in un posto così pericoloso? Cercò di asciugarsi il sudore dalla fronte, ma si fermò quando sentì il rumore di zoccoli farsi vicinissimo. E lo vide. Era un unicorno bellissimo, con due ali leggere e un corno sulla fronte luccicante. Come poteva una creatura del genere essere così mortale? L'unicorno non lo vide, così Will procedette nella sua direzione e gli si avvicinò alle spalle: ancora poco e gli sarebbe balzato addosso. Ma appena sentì un rumore si nascose e vide Stella e Vaporeon. Anche l'unicorno li vide, e corse verso di loro. Stella gridò, e si preparò a lanciare il boomerang, ma non fece in tempo. L'unicorno la fece cadere a terra e le impedì di alzarsi.
"Vaporeon, cerca Will, presto!" gridò lei, cercando di liberarsi del mostro. Vaporeon iniziò a scappare, quando Will lo afferrò e gli fece segno di stare zitto e di nascondersi. Si avvicinò silenzioso all'unicorno e prese una decisione: ora o mai più.
"Ehi, bellezza, guarda un po' qua!" gli gridò. Il mostro si voltò e, come lo vide sbeffeggiarlo, gli corse addosso. Will spiccò un salto e atterrò all'indietro sulla groppa dell'unicorno. Esso cercò di scrollarselo addosso, ma l'unico risultato che ottenne fu quello di aiutare Will a girarsi e ad afferralo per la criniera. L'unicorno iniziò a girare intorno, e ben presto Will si ritrovò intontito. Cadde a terra, non riuscendo più a reggersi, e vide l'unicorno fermarsi e alzare gli zoccoli verso di lui. La prima cosa che gli venne in mente fu quella di trasformarsi in una chimera e riuscì per miracolo, grazie alla sua straordinaria velocità, a schivarlo. Rifletté velocemente: l'unicorno era un sogno, quindi un incubo come la chimera avrebbe potuto sconfiggerlo. Schivò un suo attacco e lo morse ad un'ala. Approfittò dell'attimo di dolore dell'unicorno per ritrasformarsi in umano e saltargli in groppa, e dopo qualche attimo d'esitazione e di ribellione, l'unicorno si accasciò al suolo, vinto dalla straordinaria determinazione di Will.
Stella sorrise felice, si alzò e corse verso Will, desiderosa di abbracciarlo e di ringraziarlo, ma questo le mise una mano davanti e la fermò:
"Noi due dobbiamo parlare, Stella. Subito."
"Ma..."
"Niente ma. Perché tu e Vaporeon siete venuti qui? Perché mi hai seguito? Perché di sicuro avrai fatto così, hai origliato alla mia stanza?"
"Will, hai già rischiato una volta di morire e, anche se non me lo hai detto, avrai già rischiato un'altra volta. Ma non voglio che tu rischi ancora. Io ti voglio bene, Will! Sei mio amico, e lo sarai sempre! Non voglio perderti per una stupida prova!" e iniziò a piangere. La situazione, pensò Will, stava degenerando. Le disse calmo:
"Stella, non devi piangere. Te lo giuro, io non corro nessun rischio!", mentre pensava che era una bugia detta a fin di bene.
"Me...me lo giuri?" chiese lei tra le lacrime.
"Te lo giuro, dovessi morire se mento!" e lei sorrise rassicurata. Poi chiese:
"Ma, Will, adesso come facciamo ad uscire?"
"Ci aiuterà lui!" esclamò, indicando l'unicorno.
"Pensi che lo farà?"
"Figurati se non lo farà!" continuò il ragazzo, facendo capire al mostro che dovevano partire. Will la caricò sull'unicorno e ci montò a sua volta, quindi gli diede una leggera pacca sul collo: "Giddap, amico!" e l'unicorno partì velocissimo, sorvolando il pericoloso labirinto. "Ecco laggiù l'uscita!" e atterrarono davanti alla porta. Stella la aprì, ma Will non uscì.
"Va tutto bene, Will?"
"Stavo pensando che il nostro amico poteva anche rimanere fuori del labirinto...
"Se vuoi fare così, devi però dargli un nome!"
"Giusto. Come possiamo chiamarlo?"
"Uhm, che ne dici di Omicron?"
"Per me va bene."
"Anche per me. E tu?" chiese, riferita all'unicorno. Lui nitrì in segno di assenso. "O.K., Omicron! Sei dei nostri!" e lo portarono su. Non potete immaginare lo stupore di Misty e Tracy al vedere quello stupendo animale. Tracy iniziò a disegnarlo, preso da una furia improvvisa, mentre Misty lo accarezzava affascinata.
Will stava dormendo nella sua camera, quando venne svegliato da un tuono fuori, e si alzò per chiudere le tende. Casualmente gli cadde l'occhio sul vecchio libro e, preso da una strana curiosità, lo aprì e guardò le pagine che raccontavano della sua impresa: un ragazzo incappucciato con in braccio una ragazza in groppa ad un unicorno che sorvolava il labirinto. Si guardò intorno, sicuro di essere solo, e voltò pagina. Vide allora la sua figura con la katana lucente combattere contro un samurai magro e agile, con i capelli rossi e una katana simile alla sua, ma di colore grigio.
"Curioso di sapere il nome dello sfidante, eh?" disse una voce femminile dietro le sue spalle. Will si voltò e vide sua madre seduta sul letto, che rigirava tra le mani la sua katana. "Stai tranquillo, non sarà una prova pericolosa. Se ti sei allenato bene, non avrai molti problemi ad uccidere il samurai..."
"Mamma, qual é il suo nome? E devo per forza ucciderlo?"
"Mi dispiace, ma non ti é dato sapere il suo nome prima del combattimento. E ti rispondo di sì alla seconda domanda: dovrai ucciderlo."
"Mamma, lo sai meglio di tutti che io non avrei mai il coraggio di uccidere una persona, che sia amica o no..."
"Ma devi, questa volta! Non ti posso dire neanche quando accadrà, ma dovrai sempre tenerti pronto..." e scomparve. Will prese la katana e la ripose sotto il cuscino, poi si sdraiò e riprese a dormire, stringendo con la sua mano la spada sua amica di vita. A mezzanotte in punto, approfittando dei lontani rintocchi di un campanile, una figura umana aprì silenziosamente la porta della camera di Will e gli si avvicinò. Lo guardò addormentato per qualche istante, poi prese un bastone e glielo diede sulla testa, facendolo svenire. Poi lo afferrò sotto le ascelle e lo trascinò via...
Will aprì lentamente gli occhi, e subito la sua mano si mosse a cercare la spada. Per sua fortuna, la sentii lì vicino, così la afferrò e se la avvicinò. Si alzò e si guardò intorno: era una stanza completamente spoglia, illuminata solo dalle debole fiamme delle torce. Dietro di lui si levava una figura.
"Alzati, Will, e combatti! Se non vorrai, dovrai morire!" esclamò la figura decisa. Will si voltò e con un agile balzo saltò oltre il letto, dalla parte opposta. Quel tono era femminile e familiare, ma non era quello di Stella.
"Perché non mi dici il tuo nome, prima che inizi?" chiese in preda alla curiosità.
"Come vuoi. I condannati a morte hanno il diritto di esprimere il loro ultimo desiderio!" e si tolse il copricapo, rivelando il volto di una ragazza con i capelli rossi raccolti di lato e occhi verde acqua. Will rimase a bocca aperta al vedere chi si celava dietro quel costume. "Io sono Misty, Will, e ti sfido in un incontro tra samurai, con le katane!"
Fine terzo capitolo


IL CASTELLO DELLE NEBBIE
capitolo 4

Misty saltò in alto, e si lanciò contro Will tenendo la katana in avanti. Will, che non avrebbe mai voluto combattere contro di lei, fu costretto a saltare di lato e a farla cadere dandogli un calcio alla gamba. Misty si rialzò velocemente e si gettò ancora contro di lui. Le loro spade s'incrociarono. Misty cercava di eludere la straordinaria difesa di Will, mentre il ragazzo studiava ogni posizione possibile pur di salvarsi. Era veramente forte, anche se non immaginava che sapesse combattere. Poi guardò i suoi occhi, e si rese conto di quale fosse la realtà: gli occhi erano vacui, e guardavano nel nulla! Era stata ipnotizzata! Quella non ci voleva proprio. Si inginocchiò, giusto in tempo per evitare una "falciata" della ragazza, e spiccò un balzo in alto:
"Cerchio lucente!" gridò mentre faceva girare attorno a lui la spada. Un'energia misteriosa si sprigionò dall'arma e si schiantò contro Misty, la quale cadde a terra. Sembrava svenuta, ma Will non si lasciò ingannare. Si avvicinò con cautela e si preparò a scattare, quindi allungò la mano verso il suo volto. Misty aprì gli occhi di scatto e cercò di dargli un calcio in faccia, ma Will balzò all'indietro e puntò la spada contro di lei: "Vuoi il bis? Eccoti accontentata! Raggio dell'angelo!" e un raggio azzurrino la fece sbattere contro il muro. La ragazza purtroppo non fece in tempo a rialzarsi, Will la bloccò e si preparò a trapassarla con la sua katana. Ma si fermò. La katana rimase sospesa. Will non poteva. Non l'avrebbe mai uccisa.
"... sì, dovrai ucciderlo... Ma devi, questa volta!" Le parole della mamma si ripeterono nella sua mente come un'ossessione. Doveva prendere una decisione. Abbassò lentamente la katana e la gettò al suo fianco. Poi si prese la testa fra le mani e iniziò a piangere.
"No, Misty, non ti ucciderò per una stupida prova!" disse tra le lacrime, cercando di controllare la voce.
"Bravo, Will. Hai scelto bene..." disse una voce dietro di lui. Will si voltò e vide sua madre: "Era proprio questa la prova: non solo vedere come te la cavavi in un combattimento, ma vedere anche se sapevi giudicare, se sapevi capire quando era il momento di fermarsi o no!"
"Ma..."
"Ma hai bisogno di riposare, Will. Ora Misty sarà liberata dall'incantesimo, e vi riporterò nel corridoio. Ciao." Scomparve. Misty chiuse gli occhi e abbassò la testa, addormentata. Will la prese per un braccio e fece in tempo ad alzarsi, prima di ritrovarsi nel corridoio del castello, con Misty accanto a lui. La riportò silenziosamente nel suo letto e poi se ne andò, diretto alla sua camera per una bella dormita. Quando si sdraiò, vide il libro stagliarsi nelle ombre. Certo, la curiosità era forte, ma non voleva aprire di nuovo il libro. Sembrava che ogni volta che lo apriva, sua madre comparisse e gli desse subito una prova sfiancante. Per quel giorno, le emozioni potevano bastare...
Il giorno dopo Will dormiva tranquillo, e stava abbracciando il cuscino, quando delle grida lo svegliarono. Si alzò lentamente, prese la katana e con il pigiama addosso (completo di cappuccio per fare il costume da monaco), aprì la porta, ancora assonnato. Sgranò gli occhi quando vide Stella che litigava MOLTO apertamente con Misty.
"Basta..." sussurrò lui, ancora stanco, sulla soglia della porta. Le ragazze non lo ascoltarono:
"Stella, è inutile che menti! So che sei stata tu!"
"Misty, non mi interessava affatto quella cosa!"
"Ragazze, basta..."
"Restituiscimi immediatamente il diario!"
"Ma se non ce l'ho io!"
"Ragazze, basta, per favore..."
"Guarda che ti picchio!"
"Provaci!"
"RAGAZZE, BASTAAA!!!" Le due si zittirono. "Finalmente vi siete calmate!" commentò Will in tono ironico, mentre la sua katana vibrava nell'aria. "Si può sapere cosa é successo?"
"Questa qui mi ha rubato il mio diario!" gridò Misty indicando Stella in modo accusatorio. Umbreon uscì fuori dalla camera di Will e gli porse un libro. Will guardò l'etichetta:
"Un diario...Misty, questo dovrebbe essere tuo!"
"Oh, sì, lo riconosco! E' proprio lui!" gridò Misty, afferrandolo e abbracciandolo. Poi però Stella assunse una faccia preoccupata e chiese:
"Will, dove hai trovato quel diario?"
"Non lo so. Me lo ha dato il mio Umbreon. Aspetta un attimo!" e si rivolse al Pokémon: "Umbreon, dove hai trovato quel libro?"
"Umbri umbrio umbrrr!"
"L'hai trovato...nel mio armadio?"
"Ehi ragazzi!" esclamò Tracy "Qualcuno ha visto il mio blocco da disegno?" In quel momento arrivò anche Raikou, che teneva un blocco fra le zampe. Tracy lo prese e iniziò a saltare dalla gioia, ma poi si fermò e fissò Will.
"Pe...perché mi guardate?" chiese lui visibilmente preoccupato.
"Scusa, Will, non é che per caso sei cleptomane?"
"Cosa? Cleptomane lui? E' impossibile!" disse ridendo Stella. Poi si mise la mano in tasca e la sua faccia divenne seria. Frugò un po' poi disse sussurrando:
"Qualcuno ha visto il mio portafogli?". Dalla stanza di Will uscì Suicune, che si diresse verso di lei e gli porse un oggetto, facendola ricredere. "Will, sei davvero sicuro di non essere un cleptomane sonnambulo?" Will non rispose.
Quella sera, qualcosa di nero si avvicinò al letto di Will e gli puntò la testa, poi un rumore secco echeggiò nella stanza...
Il giorno dopo, Will si svegliò e si avvicinò allo specchio per pettinarsi. Prese il pettine e fece l'atto di togliersi il cappuccio, quando si accorse che qualcosa non quadrava. Il cappuccio non era sulla sua testa. Controllò che non fosse cascato all'indietro, ma si accorse con orrore che la cucitura era completamente disfatta. Qualcuno gli aveva strappato via il cappuccio. Si allarmò e iniziò a sudare freddo, così andò all'armadio e scoprì che tutti i suoi vestiti erano stati privati in modo molto rozzo del cappuccio. Will sapeva che se fosse uscito di lì a volto scoperto, non avrebbe avuto vita facile. Si voltò e guardò le coperte del suo letto: azzurrine a pois blu. Will emise un sospiro, poi si rassegnò all'unica soluzione che aveva...
Stella uscì dalla sua camera e vide in corridoio Will, avvolto in una coperta azzurra a pois. Iniziò a ridere freneticamente, fino a quando anche Misty e Tracy uscirono e presero a ridere anche loro.
"Will, se volevi rallegrarci, ci sei riuscito benissimo!" disse Stella con un gemito tra le risate.
"Magari fosse una cosa per far ridere. Ma non lo é. Questa notte qualcuno é entrato in camera e ha strappato tutti i cappucci dai miei vestiti, compreso quello che indossavo mentre dormivo. Così sono stato costretto a mettermi quest'insulsa coperta" e la fece svolazzare "per non farmi vedere in faccia..." Poi Stella disse:
"Io avrei un piano, però mi dovete aiutare tutti!"
"Ci sto!"
"Certamente!"
"Idem per me!"
"Dunque, non può essere stato nessuno di noi quattro, perché non ho mai visto un sonnambulo autoderubarsi, ognuno si nasconderà nella propria camera. In una delle vostre stanze dovrà pur venire, e allora gli salterete tutti addosso. Avete tutti almeno un Pokémon per farvi aiutare?
"Io ho Venonat, che ha degli ottimissimi sensori!"
"Io invece scelgo Poliwhirl! E' perfetto per fermarlo!"
"Io invece sceglierò Misdreavous!" disse eccitata Stella, mostrando loro un Pokémon fantasma col volto simile a quello di una fanciulla.
"Io invece sceglierò Pikachu..." sussurrò Will mentre volgeva lo sguardo verso la sua gamba destra: un piccolo Pokémon spuntò fuori del suo mantello e si arrampicò fino alla spalla, per dare una "pacca" affettuosa al suo padrone.
Quella notte, tutti avevano paura di incontrare il misterioso ladro: l'unico che non sembrava temere molto era Will, che si fidava del suo istinto e del suo Pikachu. Improvvisamente, la porta della camera di Stella si aprì. La ragazza aguzzò la vista e colse un'ombra avvicinarsi al suo cassetto.
"Misdreavous, attacco ipnosi!" sussurrò lei, poi il suo Pokémon si gettò sull'ombra e lanciò un'ondata di energia soporifera. Il ladro cadde a terra, e iniziò a russare. Stella disse:
"Misdreavous, chiama Will e gli altri..." e scese dalla cima dell'armadio. Si avvicinò al ladro e scorse che aveva due corna. Che strano, pensò lei, così avvicinò il braccio per sentire quanto era grosso. Ma due occhi rossi le si accesero davanti, facendola cadere all'indietro. Il ladro iniziò ad avviarsi alla porta, quando un muro di scintille gli si parò davanti.
"Houndoom!" gridò Will, mentre vedeva la sagoma del suo Pokémon illuminarsi alla luce del Fulmine di Pikachu. Il Pokémon si svegliò, come se si fosse reso conto solo in quel momento di che cosa stava accadendo. "Houndoom, tu...tu soffri di sonnambulismo?" chiese incredulo Will, accarezzando la guancia del Pokémon...
"E così, se ho ben capito, il tuo Houndoom sapeva l'attacco Furto, e quando era sonnambulo lo usava senza rendersene conto. Giusto?"
"Esatto!" annuì Will, mentre accarezzava il pelo liscio del Pokémon. "L'importante é che adesso abbia trovato un rimedio, vero?"
"Altroché! Se gli capita ancora, appena cercherà di oltrepassare la porta una scarica di fulmini accenderà la luce e lo sveglierà. Spero che funzioni..."
"Oh, ma sono sicura che funzionerà!" esclamò Stella mentre beveva il suo the. Ma ad un certo punto, Will iniziò a tossire, fino a quando svenne, cadendo dalla sedia.
"Will!" gridò Stella. Tracy lo portò in camera sua e controllò che il cuore battesse e che l'aria passasse. Era tutto a posto, ma Will non accennava a risvegliarsi. Se ne andarono un attimo, giusto in tempo per perdersi la scena di un pokemon nero con un occhio solo che comparve accanto a Will, poi ne comparve un altro e un altro ancora, danzando in cerchio attorno al suo corpo. Tutti i suoi Pokémon guardavano la scena come pietrificati. I Pokémon iniziarono a girare attorno al ragazzo, e lanciarono contro di lui dei raggi azzurri che però non sembravano fargli alcun male. Poi, quando si aprì la porta, i Pokémon scomparvero e Tracy cercò ancora una volta di svegliare Will, quando quest'ultimo si svegliò improvvisamente e lo afferrò per un braccio. Iniziò a gridare:
"Mamma! Papà! No!"

FINE del quarto capitolo





IL CASTELLO DELLE NEBBIE
capitolo 5

"Will, calmati adesso. Non pensarci più..." disse Stella, stringendo la mano dell'amico. Era nella stanza del ragazzo, e Will era disteso nel suo letto. Tremava tutto e non la smetteva di ansimare, e continuava a stringere forte la sua mano. Tracy le aveva detto che doveva aver avuto un incubo che riguardava i suoi genitori, ma Stella non era d'accordo. Will, per quanto lo conosceva, non aveva mai avuto un incubo così "realistico". Will non si era mai spaventato così per un sogno. Perché lui di sicuro non aveva sognato, ma aveva ricordato. Ed é una cosa diversa. Qualcosa di tremendo doveva essere successo o a lui o ai suoi genitori, e il ricordo si era fatto vivo proprio quando era svenuto. Dopo un po', il suo amico dette segno di essere più rilassato e calmo, così Stella gli chiese: "Will, cosa hai sognato?" Il suo amico girò la testa di lato e mormorò:
"Non posso dirtelo...é una cosa tra me e..."
"I tuoi genitori?"
"Esatto..." e sospirò.
"Vuoi che ti lasci da solo?" chiese lei.
"Sì, grazie!" e la ragazza se n'andò. Appena la porta si chiuse, Will scese a fatica dal letto e andò verso la piccola biblioteca. Si guardò intorno, poi prese un libro voluminoso e lo aprì: ma dentro non c'erano pagine, solo un minuscolo pulsante e uno schermo. L'ultimo ritrovato della tecnologia, pensò, mentre premeva il bottone. Improvvisamente da sotto il tappeto uscì una scala gigantesca che saliva, saliva, fino a toccare il lampadario. Will chiuse la porta a chiave e poi prese a salire la scala. Una volta arrivato al lampadario, ci montò sopra e questo incominciò a salire verso l'alto, mentre si apriva un buco nel soffitto, e ben presto Will fu inghiottito dalle tenebre...
Quando il lampadario si bloccò, Will scese da esso e s'incamminò verso il gigantesco portone che gli si parava davanti. Era un portone d'argento, sulla cui superficie erano impressi cinque Pokémon, tutti uguali. Lì accanto c'erano cinque chiavi. Con sicurezza Will ne infilò una nella bocca d'ogni Pokémon, e aspettò. Dal centro della porta uscì una specie di vassoio con una chiave piccola, a forma di ". Will la infilò con tranquillità in un microscopico buco alla base della porta e girò il chiavistello. La porta si aprì lentamente. Davanti a lui si stagliava la sagoma di una specie d'altare, al centro della stanza, e tutt'attorno c'erano misteriosi disegni rappresentanti Pokémon antichi e leggendari. Will pose la mano sui geroglifici e percorse tutto il perimetro della stanza, tenendo la mano attaccata al muro e facendola strisciare. Quando ebbe completato l'operazione, si sedette sull'altare e poi si sdraiò, chiudendo gli occhi. Dei Pokémon emersero dai muri, e si posizionarono in cerchio sopra il ragazzo. Iniziarono a girargli attorno, ma Will non ne sembrava preoccupato. Improvvisamente qualcosa nascosto sotto il vestito, sul petto, prese a brillare di una luce fortissima, esplodendo all'improvviso con migliaia di fasci di luce, che illuminarono in modo accecante la stanza...
Intanto Tracy, Misty e Stella stavano parlando sul divano di Will:
"Ma che faccia ha Will?" chiese Tracy, seguito a ruota da Misty.
"Che faccia ha?" disse Stella, un po' imbarazzata per la domanda. "Beh, ha i capelli... Ahia!" ma fu interrotta da un morso che Vaporeon le aveva dato sulla gamba:
"Vap! Vaporeon! Vapo! Vap!" disse nella sua lingua.
"Mi dispiace, ma il mio Pokémon ha ragione: non posso dirvelo, gliel'ho promesso..."
"Allora cambiamo domanda: quanti anni ha?"
"Questo ve lo posso dire: ne ha quattordici!"
"E perché si mette addosso quell'affare?"
Perché dice che... non vuole essere riconosciuto da nessuno!"
"E come mai siete su quest'isola?"
"Questo non lo so con precisione. So solo che Will voleva separarsi dal resto del mondo subito, e siccome é mio amico l'ho seguito. Ma non mi ricordo il preciso movente..."
"Ma... dove é nato, Will?"
"Lui mio ha detto che é nato ad Alphaland"
"E' impossibile!" esclamò Tracy.
"Perché?"
"Perché Alphaland non esiste!"
"Cosa? Ne sei sicuro?"
"Arcisicuro!"
"Ma perché avrebbe dovuto mentirmi proprio lui?! Sono sicura che ha detto la più assoluta verità!" gridò Stella, alzandosi dalla poltrona. "E glielo andrò personalmente a chiedere!" si voltò verso le scale, quando dalla porta della camera di Will uscì il ragazzo, piuttosto barcollante, tanto che si appoggiò alla ringhiera delle scale per non cadere. "Will, stai bene?" chiese Stella, preoccupata di vederlo in quello stato.
"Stai... stai tranquilla, sono O.K..." disse, prima di cadere dal gradino.
"Will, non stai per niente bene. Credimi!"
"No, stai tranquilla! Sto benissimo!" disse lui sforzandosi di ridere e sorridere. Improvvisamente la porta del castello si aprì di poco ed entrò Umbreon, il Pokémon Buio di Will. Il Pokémon, spaventatissimo, corse dal suo padrone ed emise qualche lamento prima di cadere a terra sfinito. Will si chinò su di lui e lo abbracciò, poi socchiuse il portone e guardò cosa c'era fuori. Niente. Solo un po' di pioggia. Stava per chiudere la porta, quando sentii un verso:
"Saaabok!" Gli era familiare. Troppo. Uscì e corse verso la prateria, la zona ad ovest dell'isola. Sotto la pioggia. Sapeva che si sarebbe preso un raffreddore e, nel peggiore dei casi, una polmonite, ma sapeva che al suo fianco c'erano i suoi amici, e soprattutto i suoi genitori...
"James, ti sembra proprio questo il momento di rompere la mongolfiera?!" gridò Jesse al suo amico, dando un calcio ad un sasso. Arbok era di fianco a lei, e sibilava frustato dalla pioggia.
"Non é colpa mia se abbiamo incocciato un Fearow e questo ci ha sforacchiato la mongolfiera come un palloncino!"
"Già. E per di più sotto la pioggia. La solita fortuna..." miagolò Meowth, il loro Pokémon felino.
"E ci mancava solo quell'Umbreon ficcanaso!" gridò Jesse. "Ho dovuto ordinare ad Arbok di attaccarlo! Non se ne voleva andare! E voleva addirittura cacciarci via! Per fortuna Arbok l'ha spaventato con le sue spine velenose ed é scappato via!"
"Non avreste dovuto farlo..."
"Meowth, non ti ho dato il permesso di parlare!"
"Jesse, io non ho fiatato!" si lamentò il gatto, alzandosi dal sasso e fissandola. Tutti si voltarono verso James, e lui scosse la testa per dire che non era stato lui. Di nuovo la voce, questa volta più vicina:
"Non avreste dovuto attaccarlo..." e si voltarono verso la buia foresta. Non c'era niente davanti a loro. Ma un fulmine improvviso illuminò la figura nera in piedi sopra un masso. Aveva in mano un Umbreon. Quell'Umbreon. I tre iniziarono a tremare. "Non avreste dovuto attaccare il mio Umbreon..." disse con voce roca. I tre, compreso Arbok, ebbero la sensazione che sotto il cappuccio la figura stesse piangendo, quando la voce maschile gridò, accompagnata da un tuono: "Non dovevate farlo!!!" e attorno a lui comparve una schiera di strani, misteriosi Pokémon, gli stessi che avevano circondato Will nella stanza. "Mamma! Papà! Hanno ferito il mio Umbreon!" gridò lui, mentre le sue lacrime si confondevano con la pioggia tenace. I Pokémon si posizionarono intorno al Team Rocket, e lo attaccò. Mentre Jesse e James lottavano, Meowth si diresse di nascosto verso Will e spiccò un balzo con le unghie sguainate, mirando alla sua faccia. Will lanciò un altro urlo, prima che un lampo cupo facesse sbattere Meowth contro il Team Rocket. Umbreon si era posto davanti al suo allenatore, e aveva cercato le sue ultime forze per difenderlo. I Pokémon ritornarono da Will, e presero a girargli attorno. Will li guardò, poi s'inginocchiò e uno di essi si avvicinò a lui. Umbreon appoggiò il muso sulle sue ginocchia, mentre Will abbracciava forte l'altro Pokémon.
"Ma dove é andato Will?!" gridò Misty rivolgendosi a Stella, mentre percorrevano veloci la foresta.
"Ho sentito le sue grida verso la parte ovest della foresta! Venite!" gridò l'altra, guidandoli in mezzo alla pioggia. Quando arrivarono, trovarono Will a terra, inginocchiato, con attorno delle sagome nere che non riuscivano a distinguere. Più lontano stava il Team Rocket, terrorizzato.
"Il Team Rocket! Ci avrei dovuto scommettere!" gridò Misty infuriata, mentre stava procedendo verso di loro. Ma per farlo avrebbe dovuto passare di fianco a Will. Improvvisamente un'onda di energia blu si sprigionò dal corpo del ragazzo e la respinse, iniziando a creare attorno a lui una cupola. La cupola crebbe per qualche istante, poi si fermò, esitante. Stella ne approfittò:
"Will, che stai facendo?" chiese lei mentre gli si avvicinava. Vide la cupola vibrare man mano che accorciava le distanze. Sapeva che avrebbe potuto stenderla con un colpo improvviso, ma non doveva aver paura. Non ancora. Doveva riuscire a fermarlo. Allungò la mano verso la sua spalla, nell'atto di oltrepassare la cupola, ma Will respinse anche lei. La cupola continuò a vibrare, e l'aura si fece più forte. Non c'era tempo da perdere, e questo Stella lo sapeva. Doveva fermarlo. Ma come poteva fare? Will si stava chiudendo, quando improvvisamente le sagome nere che prima roteavano attorno a Will si staccarono da lui e volarono in direzione della torre più alta, dove abitava Will. In pochissimi istanti, essi scomparvero alla loro vista. Stella si voltò di nuovo verso il suo amico, e capì chiaramente dal sussultare delle spalle che stava piangendo. Cercò di nuovo di avvicinarsi, ma l'aura brillava più forte, come un avvertimento. Ormai non rimaneva più molto tempo. Dovevano raggiungerlo. Stella si era già trovata di fronte alla situazione analoga, e sapeva che cosa succedeva se non trovavano il modo di eludere la barriera protettiva. Cercò di ricordarsi cos'era successo: era successo qualcosa a Pikachu, il suo Pokémon preferito, mentre giocava con lui, e si era sentito in colpa del fatto che si fosse fatto male. Senza che se ne accorgesse, si era creato quella barriera protettiva, che lo eludeva dagli altri. Era successo un disastro. Per giorni era rimasto fuori, al freddo, e si era preso la polmonite. Stella lo aveva rimproverato di aver fatto una cosa del genere, ma sembrava che quello che gli avesse detto lo avesse ferito. Infatti non le aveva più parlato per due giorni. Ma adesso sarebbe stata peggio. Improvvisamente dietro di loro comparvero i Pokémon di Will, che si misero davanti a lui, in modo da farsi vedere. Pikachu e Suicune fecero i primi passi e si avvicinarono pericolosamente alla barriera. Will alzò la testa e li guardò, poi i suoi occhi si illuminarono.

FINE del quinto capitolo



IL CASTELLO DELLE NEBBIE

capitolo 6

La barriera luminosa iniziò a vibrare, ma Pikachu e Suicune avanzavano lo stesso. Erano adesso di fronte alla barriera. Will poteva annientarli con un solo colpo, ma Pikachu sapeva che non avrebbe fatto loro del male. Sporse la zampetta preparandosi al contatto. La sua zampa si appoggiò sicura alla barriera, ma niente accadde. Pikachu prese la rincorsa e spiccò un balzò verso il muro di luce. Chiuse gli occhi. Quando li aprì, si ritrovò dall'altra parte della barriera, davanti a Will. Girò la testa e vide Suicune attraversare la barriera tranquillamente, e poi tutti gli altri Pokémon. Si avvicinò a Will e gli diede una scossetta per farlo tornare in sè. L'allenatore emise solo un gemito, ma non fuggì né li respinse. Allora Pikachu lo attaccò con un Fulmine, e la barriera scomparve. Will sembrò riprendere coscienza e lo fissò. Poi tese una mano e lo abbracciò forte. Si alzò in piedi e gridò:
"Pikachu, attacco Scintille Esplosive!" Il nome era già tutto un programma. Pikachu sprigionò dal suo corpicino migliaia di scintille che, quando entravano a contatto con la terra, esplodevano come dei petardi. Una di queste fece esplodere la zolla di terra dove si trovava il Team Rocket, facendolo volare via. Tutti esultavano. Ma Stella rifletteva pensierosa: cosa erano quelle sagome nere che aveva visto girare intorno a Will? E soprattutto, perché Will le aveva lasciate avvicinare? Possibile che potessero controllarlo? Per quanto ne sapeva, adesso erano nella camera di Will...
Quella sera, mentre Will, Misty e Tracy parlavano, Stella inventò una scusa e andò nella camera di dell'amico. Erano là, sul letto, e sembravano addormentati. Fece qualche passo avanti, quando improvvisamente uno di loro si alzò e la guardò. Iniziò a volarle attorno, emettendo strani versi. Anche gli altri si svegliarono, e presero a girarle attorno. Stella mise una mano sulla sua sfera Poké, pronta a combattere...
Will sentì qualcosa nel suo petto pulsargli all'impazzata, come se qualcosa stesse attaccando i suoi amici. Si ricordò di Stella e salì velocemente in camera...
"Vaporeon, attacco Geloraggio!" gridò Stella, mentre il suo Pokémon cercava di congelare quei Pokémon estremamente veloci e potenti. Improvvisamente sentì una mano guantata afferrarla per il braccio e si voltò, vedendo davanti a sè la figura nera di Will. Il Geloraggio stava per centrare uno dei Pokémon, quando Will gridò qualcosa di incomprensibile e il Pokémon rispose con una barriera che spazzò via il raggio.
"Non... non farlo mai più!" gridò Will, lasciandole il braccio.
"Perché non mi hai mai detto di questi Pokémon?" chiese Stella.
"Quali Pokémon? Io vedo solo Vaporeon, io, te e i miei genitori..." Stella strabuzzò gli occhi alle parole di Will.
"Will, quelli non sono i tuoi genitori! Sono dei Pokémon! I tuoi genitori sono morti!"
"Stai mentendo! Quelli sono i miei genitori!"
"Will! Smettila di fare il testardo! Non sono neanche umani!"
"Lo vedrai quanto sono umani!" e corse velocemente verso di loro. Iniziò a parlare loro: "Mamma, papà, fatele capire che siete umani!" e i Pokémon scomparvero, lasciando il posto ad una donna sui trent'anni e ad un uomo sui trentacinque. "Visto che sono umani?" chiese Will, facendole vedere chiaramente le due figure. Stella non ci poteva credere: quei Pokémon dovevano essere riusciti a dare l'illusione dei suoi genitori. Poi Will le afferrò le spalle e la fermò contro il muro: "Ora ascoltami, Stella. Non voglio più vederti in questa stanza quando ci sono i miei genitori, capito? E non senza il mio permesso. O sarò costretto a risolvere la faccenda una volta per tutte"
"Tipo? Uccidendomi?" chiese lei, come per lanciargli una sfida.
"Lo farò, se sarà necessario..." Stella rimase a bocca aperta. Will la lasciò e aprì la porta della stanza, poi scese le scale. Stella lo seguì a ruota, non dopo aver lanciato un'ultima occhiata alle due figure che la fissavano assenti. Mentre scendeva, sentii un grido e alzò gli occhi: Misty e Tracy fissavano spaventati un Raikou nero che stava attaccando senza pietà il Raikou di Will:
"Umbreon, Houndoom, andate!" gridò il ragazzo. Ma appena Umbreon morse il Raikou nero, questo scomparve, e al suo posto c'era solo più della polvere nera simile a cenere. Will la prese con un dito e la annusò, prima di sussurrare: "Questa non ci voleva..."
"Cosa non ci voleva?" chiese Stella. Will rimase inginocchiato per un attimo, poi si alzò e si volse verso di loro:
"Ascoltatemi: adesso io esco fuori. Una volta uscito, chiudete il portone a chiave e rifugiatevi in camera mia. Se sentite dei rumori, davanti alla porta della camera, sappiate che io non potrò aiutarvi, quindi dovrete combattere con i vostri Pokémon!"
"E tu cosa farai?"
"Io uscirò fuori con Lugia..."
"Pika!"
"No, Pikachu, non puoi venire. Tu rimani con gli altri. Andrò da solo, porterò con me Lugia. Quindi lo stesso discorso vale anche per voi!" disse, rivolgendosi ai suoi Pokémon. Socchiuse il portone e fece uscire Lugia, poi lo chiuse e sentirono distintamente il chiavistello girare nella fessura. Stella prese i Pokémon e i suoi amici e li portò in camera di Will. Non c'erano più quelle figure.
"Si tratta bene, l'amico!" osservò Tracy, mentre tutti osservavano l'enorme letto e la biblioteca. Stella si sedette sul letto e prese ad accarezzare Umbreon. Il suo sguardo cadeva sulla biblioteca. Fuori, in mezzo al mare, cinque Gyarados neri giravano in cerchio, alzando una grande onda. Poco lontano una figura avvolta in un mantello, a groppa di un Lugia nero, osservava sorridendo la scena. Fatti vedere, Will, se ne hai il coraggio, pensava...
Will e Lugia erano sulla spiaggia, e guardavano preoccupati le grandi onde che si stavano formando all'orizzonte.
"Te la senti, Lugia?" Il Pokémon emise il suo canto, intonandolo per qualche minuto. Quel canto... pensò Will, prima di accarezzarla e salirgli in groppa. Lugia si alzò leggiadra in volo e si diresse verso le onde.
Stella si avvicinò alla biblioteca e disse:
"Beh, quasi quasi leggo qualcosa mentre aspetto..." e prese un libro. Lo aprì e trovò davanti a sé una pagina con un pulsante rosso e uno schermo. "Ma che cos'é?" chiese stupita.
"Sembra un computer!" rispose Misty. Stella premette curiosa il pulsante e il tappeto si arrotolò tutto da un lato. Si voltarono e videro una scala imponente salire fino al lampadario.
"Will non mi aveva mai detto di 'sto affare..." disse lei afferrando il corrimano della scala. Prese a salire lentamente i gradini, seguita a ruota da Tracy e Misty. Quando arrivarono al lampadario, Tracy disse:
"La strada finisce qui!"
"Non é ancora detto! Will é una sfinge, e probabilmente questo lampadario deve essere..." e ci salì sopra. Anche Tracy e Misty la seguirono e il lampadario prese improvvisamente a salire, mentre nel soffitto si apriva un buco enorme. "...un ascensore!" disse sorridendo.
La figura a cavallo del Lugia nero aveva un binocolo davanti agli occhi e scrutava in direzione dell'isola. Quando vide una sagoma piccolissima e bianca avvicinarsi, si tolse il binocolo e sorrise malignamente:
"Sta arrivando..." e si voltò in direzione del gruppo di Gyarados: "Metteteci un po' più di entusiasmo con quel vortice!" gridò, tornando a fissare l'orizzonte. Will si avvicinava lentamente, e si teneva saldo a Lugia. Da lontano poteva vedere la grande onda avvicinarsi. "Lugia, tieniti pronta. Dovrai fare un grande sforzo, ma se sarà necessario chiederò aiuto a mamma e papà..."
Stella, Tracy e Misty osservavano stupiti l'imponente porta che si innalzava davanti ai loro occhi. Sulla porta erano intagliati un Houndoom, un Celebi, un Horsea, uno Yanma e un Alakazam. Su un tavolo c'erano cinque chiavi, con sopra scritto il nome di un Pokémon: Starmie, Sneasel, Pikachu, Moltres e Umbreon. Stella ne prese una e provò a pensare: tra quei nomi e i Pokémon doveva esserci per forza un legame logico. Iniziò a riflettere. All'improvviso esclamò:
"E se fosse...?" e infilò con decisione la chiave Starmie nella "bocca" di Houndoom. Gli occhi di questo si accesero. Funzionava! "Ascoltatemi, ho scoperto come si può aprire il portone! E' un meccanismo ingegnosissimo, e penso che ben pochi sarebbero riusciti a capirlo. Dovete infilare la chiave di un Pokémon nella bocca di quello su cui é avvantaggiato o svantaggiato! Ad esempio, Houndoom batte Starmie perché é di tipo buio, ma Starmie lo batte perché é di tipo acqua. Quindi..." e prese la chiave a forma di Sneasel. "Se non vado errato, questa va ne Celebi!" e la infilò. Gli occhi illuminati del bassorilievo la fissavano come se fossero animati
"E Pikachu va nell'Horsea!" gridò Tracy, e infilò la chiave con forza.
"E Moltres va con Yanma!" gridò Misty. Stella prese l'ultima chiave e la infilò tesa nella fessura di Alakazam, pronta a scattare. Dal centro del muro uscì fuori un vassoio con una chiave a forma di W.
La figura a cavallo del Lugia nero alzò un braccio:
"Sono abbastanza vicini! Usate l'attacco maremoto!" ordinò ai suoi Gyarados, e un'onda alta più di 40 metri si levò, dirigendosi verso Will. Will guardò alquanto spaventato l'onda a cui stavano andando incontro, ma si fece coraggio e diede una pacca sulla spalla di Lugia: "Andiamo, bella..." e volarono contro l'onda.
Stella cercava in ogni angolo:
"Deve aver nascosto la fessura da qualche parte..." Dalla sua gonna uscì fuori un lampo rosso, e un Charmeleon comparve di fianco a lei. "Charmeleon, perché sei uscito dalla sfera Poké?"
"Char!" e gettò una fiammata contro il portone, aprendo uno squarcio sufficiente per far passare una persona.
"Sistema rozzo, ma efficace!" disse ridendo Stella, prima di avventurarsi dentro la stanza. Era buia e insidiosa. Appoggiò una mano sulla parete e improvvisamente sentii qualcosa di caldo e vide che uno di quei Pokémon era uscito dalla parete. Ne spuntarono fuori altri, che presero a girare al centro della stanza, sopra un altare di metallo. Improvvisamente iniziarono ad agitarsi e a girare confusi per la stanza, prima di uscire tutti dalla finestra...

FINE del sesto capitolo





IL CASTELLO DELLE NEBBIE

capitolo 7

La figura a cavallo del Lugia nero si levò alta nel cielo per godersi meglio la scena. L'uomo pensava che neanche Will avrebbe potuto fermare un'ondata del genere. Il ragazzo e Lugia si erano fermati, e osservavano tesissimi l'onda gigantesca che li stava per ricoprire.
"Lugia! Usa l'attacco Barriera del mare!" gridò Will, e Lugia si mise in posizione verticale volando davanti a tutta l'onda. Si alzò una barriera trasparente come il cristallo, che bloccò temporaneamente l'onda.
Stella, Tracy e Misty erano nella stanza buia, e osservavano i misteriosi geroglifici e disegni che comparivano sulle pareti.
"Ehi, ascoltate qui!" gridò Stella, poi si mise a leggere: "<>. Non riesco ad afferrare il senso della frase!"
"Proviamo a capire a cosa si riferisce..."
"Guardate laggiù!" gridò Misty, indicando con un dito l'enorme onda che stava venendo loro addosso. Una barriera cristallina l'aveva fermata, ma chissà quanto avrebbe ancora retto.
"Dunque, quell'onda deve essere l'onda della morte! Il cuore di un giovane potrà fermarla se crederà all'incompiuta fatalità... Will!"
La figura nera diede un pugno alla groppa del Lugia:
"Maledizione! E' davvero troppo forte! Dovremo sbarazzarcene di persona! Andiamo!" e i due volarono al di là della barriera. Will stava complimentandosi con Lugia:
"Hai fatto un buon lavoro. Questo dovrebbe bastare a..." ma s'interruppe nel vedere la figura nera scendere in picchiata sopra di lui. "Tu!" gridò prima di spostarsi di lato per evitare lo scontro.
"Ditemi che non é vero!" gridò Stella.
"Cosa non é vero?"
"Che il giovane di cui parla la profezia é Will! Il cuore leggero é il suo! E l'incompiuta fatalità deve essere..."
"Deve essere cosa?"
"La morte dei suoi genitori! Se lui crederà che essi sono ancora vivi, potrà fermare l'onda!"
"Sì, ma quali sono i Pokémon di cui parla la profezia?"
"Ma certo!" esclamò Tracy, che fino a quel momento era stato zitto. "Ora mi ricordo cosa sono quei Pokémon! Quelli sono gli..."
"Fatti sotto, Will, se ne hai coraggio!" gridò la figura.
"Gary! Avrei dovuto scommetterci che eri tu l'autore di questo disastro! Ti rendi conto che per colpa tua il mondo sta per essere distrutto?!"
"Me ne frega assai, l'importante é che crepi tu!" disse Gary, lanciandosi contro di lui.
"Lugia, devi fare un'inversione ad U!" Con un'operazione spericolata, riuscirono ad evitare il colpo. Improvvisamente Will iniziò a maledire se stesso: "Perché mai devo essere sempre così orgoglioso?! Dovevo portare Pikachu! Vabbé, proviamo con questa..." e si fermò. "Gary, sai duellare?"
"Un pochino!" gridò lui, fermandosi a pochi metri di distanza.
"Bene!" disse Will con un sorrisetto ironico, che Gary non poté vedere a causa del cappuccio che l'avversario portava. Will alzò il braccio e dal cielo cadde una katana lucente. Gary sorrise e disse:
"Allora combattiamo ad armi pari!" e alzò il braccio. Nella mano si formò un'altra katana. Will si stupì che avesse quell'abilità, e iniziò a temere che anche il suo avversario avesse con sé...
"... Unown!" gridò Tracy, sempre più sicuro della sua teoria.
"Cosa?! Ne sei sicuro?!"
"Più che sicuro! E adesso quelli sono liberi di girare!"
"Oh santo cielo! Stella, che possiamo fare? Stella? Stella!"
Stella stava scendendo le scale a due a due. Stupida, pensava. Come non aveva fatto a capire che erano Unown?! Ora tutto si spiegava. E adesso Will era in pericolo per colpa degli Unown! Ma non l'avrebbe lasciato da solo. Avevano fatto anche le cose più pericolose sempre insieme, e per questo non avrebbe certo fatto un'eccezione alla regola. Uscì e vide chiaramente Will duellare con un altro ragazzo, quest'ultimo in groppa ad un Lugia nero. Doveva riuscire a raggiungerli, ma non aveva un altro Pokémon volante. Improvvisamente gli venne in mente uno che avrebbe potuto aiutarla. Corse verso la foresta e vide Omicron, il bellissimo unicorno che Will aveva domato, mangiare tranquillo l'erba fresca.
"Omicron! Ho bisogno di te! Devi portarmi lassù!" disse Stella, prendendogli il muso tra le mani e guardandolo con aria supplichevole. L'animale la fissò, poi emise un debole nitrito d'assenso, come se avesse capito la gravità della situazione. Stella ci montò sopra e l'unicorno spiccò elegantemente il volo, dirigendosi silenzioso verso i ragazzi.
"Parata!" gridò Will, mentre la sua katana strideva contro il freddo metallo dell'altra. Lugia volò verso il basso, cercando di favorire la lotta al suo padrone. Ma l'altro Lugia cercava di condurlo dove voleva Gary. Improvvisamente Gary approfittò di un momento di distrazione di Will, causato da una ferita all'ala di Lugia, e stava per infilzarlo come uno stuzzicadenti con la sua lama, quando qualcosa di molto veloce lo fece cadere sdraiato sul dorso del Lugia. Entrambi alzarono lo sguardo e videro l'unicorno volare in alto, con Stella sopra che reggeva gloriosa la katana di Gary, ricordando a Will una valorosa amazzone.
"Ridammela!" gridò Gary, dirigendosi a groppa di Lugia verso la ragazza.
"E' tua, Will!" gridò lei lanciandola a Will che l'afferrò al volo. Poi Lugia planò verso l'acqua, con Gary che la seguiva precipitosamente. Will alzò la spada e la gettò nell'acqua, assicurandosi di aver beccato un punto troppo profondo. Gary emise un gemito e tirò fuori della tasca un pugnale, e lo lanciò con grandissima precisione alla schiena di Will. Il ragazzo si girò e vide il pugnale avvicinarsi e gridò. Ma qualcosa fermò il pugnale: l'oggetto si circondò di un'aura azzurra e si girò verso la parte di Gary, prima di riprendere il corso e lanciandosi contro Gary. Ma questo fu abbastanza veloce da schivarlo. Will alzò gli occhi al cielo e vide sopra di sé gli Unown. Alzò una mano verso di loro, e gli Unown gli si avvicinarono, sempre ruotando attorno a lui. Will prese a girare su se stesso, guardando gli Unown che lo avevano circondato. I Pokémon gli fecero dei segni. Lui annuì lentamente:
"Mi fido di voi..." Poi si chinò verso la testa di Lugia: "Lugia, al mio tre vai verso Stella e portala via. Capito?" Il Pokémon cantò. Will prese a contare: "Uno... due... tre!" e spiccò un salto. Lugia volò velocissima verso Stella, facendo capire ad Omicron di seguirla. Will chiuse gli occhi e si preparò all'atterraggio. Gli Unown si misero sotto di lui, formando una piccola piattaforma rotonda su cui il ragazzo si appoggiò. Gli Unown lo trasportarono dolcemente attorno a Gary, prima che iniziassero a salire.
"Lugia, perché Will ti ha detto di portarci qui?" chiese lei, delusa dal suo amico.
"Will ha paura."
"Cosa?"
"Ha paura di perderti. Lui non vuole. Per questo mi ha detto di portarti qui. Non vuole che ti succeda qualcosa."
"Ma neanch'io voglio che gli succeda qualcosa!" gridò Stella, poi abbracciò forte Lugia e iniziò a piangere.
Will era in piedi sul basamento creato dagli Unown, e osservava il nemico con estrema calma. Improvvisamente Gary gridò:
"Anch'io posso fare a meno di Lugia!" e il Pokémon che cavalcava scomparve. Gary rimase in piedi davanti a Will.
"Allora anche tu hai con te gli Unown..." disse Will.
"Vedo che sei migliorato riguardo all'intelligenza!" disse Gary con un risolino, mentre faceva roteare una sfera Poké sul suo dito. Poi la lanciò in aria, insieme con altre quattro sfere: "Uscite!" Gli Unown appena comparsi guardavano quelli di Will. "Siamo sullo stesso piano anzi, io posso batterti!"
"Quegli Unown non saranno mai potenti come vorresti..."
"E perché mai, Will?"
"Perché la loro potenza é sempre più forte se tra loro e il loro allenatore c'é l'amore..."
"Sei sempre stato un maledetto allenatore filosofico! Ma qui non serve a niente la teoria, conta solo la pratica! Andate, e uccideteli!" e i Pokémon si precipitarono contro di loro. Will stette fermo al suo posto. Ad un certo punto gridò qualcosa d'incomprensibile (aveva parlato con la lingua degli Unown) e i Pokémon si fermarono.
"Ma che cosa fate?! Attaccate!"
"No, Gary, non lo faranno..."
"Tu menti!" gridò Gary. Will disse qualcos'altro agli Unown, che lo ascoltavano attenti. Poi loro volarono via nel cielo, allontanandosi. L'onda gigantesca scomparve, come pure il Lugia nero e i Gyarados. Gary cadde a terra, poiché gli Unown non realizzavano più i suoi sogni. Si massaggiò la schiena e si mise seduto, mentre Will atterrava poco lontano. "Che hai fatto ai miei Unown?!"
"Li ho convinti a ritornare nella loro casa, dove dovrebbero stare..."
"Maledetto! Allora anche i tuoi Unown ritorneranno a casa!"
"Non lo faranno, vero?" chiese rivolto ai suoi Unown, che gli roteavano attorno. Gli fecero un segno d'assenso.
Stella guardava dietro un cespuglio quello che stava accadendo, quando improvvisamente dietro di lei arrivarono Misty e Tracy.
"Ci siamo persi qualcosa?" chiese Misty.
"Se ho ben capito, il ragazzo che ha evocato l'onda si chiama Gary e anche lui aveva con sé gli Unown, ma questi ultimi se ne sono andati, abbandonando il loro padrone..."
"Gary?! Ancora lui! Questa non gliela perdono!" gridò Misty, e uscì dal nascondiglio.
"Gary! Vattene subito, prima che perda la pazienza!"
"Toh! Chi si vede! Pel di carota! Non mi stupisco che tu sia qui! D'altronde, dove c'é lui ci sei anche tu. E dovrebbe anche esserci Tracy, a meno che non stia baciando la ragazza dietro il cespuglio e non si fa vedere..."
"Cosa hai detto?!" gridò un Tracy infuriato come mai avevano visto.
"Ma perché non ti stupisci che siamo qui?"
"E' semplice! Voi siete sempre dove c'é il vostro amichetto!"
"Questa volta ti sbagli! Ash non é con noi anzi, siamo venuti qui apposta per cercarlo!"
"Ma come?! Non l'avete ancora capito? Will, non gliel'hai detto chi sei?"
"Will, di cosa sta parlando?"
"Ancora Will lo chiamate?! Pazzesco! Non é il potere della persuasione, Will?" Will prese il proprio cappuccio e fece per levarselo. "O dovrei dire Ash Ketchum?" Il viso del ragazzo emerse dalle ombre che lo avevano avvolto fino ad allora.

FINE del settimo capitolo


IL CASTELLO DELLE NEBBIE
capitolo 8

"A... Ash?" chiese Misty al colmo dello stupore. Si sarebbe aspettata qualunque persona tranne Ash sotto quel cappuccio. Dapprima fu contenta di averlo ritrovato, ma poi pensò a cosa Ash aveva tenuto loro nascosto e divenne furiosa. La rabbia l'accecò e corse verso Ash per avere delle spiegazioni. "Ash, perché non ci hai detto chi eri?!... Rispondi!"
"Non mi fidavo..."
"Cosa? Ash, sono due anni che viaggiamo insieme e ancora non ti fidi di noi?! E' una caratteristica di famiglia tenere dei segreti agli amici?!"
"Non offendere i miei genitori!" gridò Ash al colmo della rabbia dopo che fino a quel momento era stato calmo e imperscrutabile. Il ragazzo fece qualche passo indietro e saltò su un masso dietro di lui. Arrivarono allora gli Unown, che presero a roteare dietro di lui, trasformandosi nelle sagome dei suoi genitori. Le due figure sembravano delle statue di pietra, immobili e assenti com'erano.
"Ash, sii serio. Quelli non sono i tuoi genitori!" gridò Gary ridendo.
"Non so di cosa stai parlando! Questi sono mamma e papà!"
"Ash, ragiona. I tuoi genitori sono morti avvelenati con del veleno neurotossico..."
"Come fai a saperlo?"
"Come faccio a saperlo? Beh, se proprio ci tieni, indovina chi era l'uomo che aveva avvelenato i tuoi genitori..."
"Tu!"
"No, quando l'ha fatto non c'ero. Probabilmente l'odio che provo per te devo averlo ereditato dall'odio che mio padre provava per i tuoi genitori..."
"Come ha potuto farlo?!"
"Quindi, Ash, é impossibile che i tuoi genitori siano vivi. Salvo che non conoscano qualche potere magico, loro non possono esistere..."
"Stai mentendo..."
"No, Ash. E' la pura verità, e neanche i tuoi Unown possono farci qualcosa!"
"Non é vero!" gridò mentre delle lacrime solcarono le sue guance.
"Visto che non ti convinci, allora, sarò costretto a risolvere la questione una volta per tutte. Se i tuoi genitori sono vivi, proveranno dolore nel sentire questo pugnale nel loro petto, altrimenti..."
e tirò fuori un coltello affilato e lo lanciò a tutta velocità contro la madre di Ash. La figura rimase ferma e immobile, come se non vedesse l'arma avvicinarsi. Mancava pochissimo al contatto, e tutti avevano paura di cosa sarebbe successo: da una parte volevano che i genitori di Ash fossero vivi, ma dall'altra parte speravano che non lo fossero. Negli ultimi istanti, Stella, Misty e Tracy chiusero gli occhi. Sentirono Gary maledire qualcosa e così li aprirono: Ash era davanti alla madre, a braccia aperte, il sangue che sgorgava alla ferita provocata dall'urto con il coltello. Sul suo viso c'era una lieve smorfia di dolore. Ash cadde all'indietro e socchiuse gli occhi, poi tese una mano verso sua madre, sperando che lo aiutasse. Gary iniziò a ridere: "Non ti possono aiutare! Non sono vivi, e non hanno neanche sentimenti!" Ash continuò a tendere la mano e chiuse gli occhi, quando sentii improvvisamente qualcosa entrare a contatto con la sua mano. Aprii gli occhi d'improvviso e vide sua madre china su di lui, che gli teneva la mano, insieme a suo padre. L'uomo tolse il pugnale dal petto di Ash e lo lanciò verso Gary, mancandolo.
"Non...non é possibile!" gridò Gary, non credendo ai suoi occhi.
"... Noi oggi abbiamo amato quell'umano come nostro figlio, e nostro figlio ci ha salvato..." recitò Stella a memoria. Ash abbracciò sua madre piangendo per la felicità, sapendo che i suoi genitori erano ancora vivi. La madre lo abbracciò come pure suo padre. Poi la madre mise una mano sul petto di Ash e una luce azzurra circondò la ferita, che scomparve immediatamente. Ash si alzò lentamente, insieme ai suoi genitori, e si diresse verso Gary.
"Che... che vuoi fare?" chiese lui, balbettando e arretrando spaventato. Ash lo fissava, e nei suoi occhi c'era la più assoluta calma. Ma si sa, la calma precede la tempesta... Gary tirò fuori una sfera e la lanciò:
"Arcanine, pensaci tu!" Il Pokémon prese a caricare Ash, e gli lanciò contro l'attacco Fuocobomba. Una barriera bloccò l'attacco, e Ash continuò imperterrito a camminare.
"Cos'é che ti renderebbe felice?" chiese Ash. Gary strabuzzò gli occhi:
"Beh, mi metti in difficoltà... di sicuro avere un Pokémon leggendario..."
"Tipo?"
"Mah, Zapdos o Moltres..." Ash protese la mano verso di lui, aspettando di ricevere qualcosa.
"Che vuoi?" chiese Gary.
"Restituiscimi ciò che mi appartiene..."
"Cosa? Il medaglione? Scordatelo!"
"Quello é mio, lo sai. Io ti darò Zapdos, ma tu mi devi dare il mio medaglione..."
"No! Senza di quello non posso vivere!"
"Storie! E' solo per farmi un dispetto!"
"Mai!"
"Lo sai che me lo hai preso ricattandomi quando ero piccolo, quindi adesso dammelo."
Altrimenti?"
"Non esci vivo da qui."
"Prima dovrai prendermi!" gridò Gary, e prese a correre in groppa al suo Arcanine. Era veramente veloce. Ash alzò la mano e gridò:
"Raikou!" Il Pokémon comparve dietro di lui e Ash ci salì in groppa al volo, inseguendo Gary. Gary si voltò a guardare se qualcuno lo seguiva, e vide chiaramente il Pokémon inseguirlo a rotta di collo. Non rimaneva che una soluzione: combattere.
"Arcanine, attacco Lanciafiamme!" Arcanine si voltò e attaccò Raikou con tutta la potenza possibile, ma questa fu vana, poi ché si scontrò con la barriera protettiva di Ash. Gary allora decise di affrontare Ash direttamente. Si fermò e disse: "Se vorrai il medaglione, dovrai prima passare sul mio corpo!" Ash scese da Raikou e rivolse al Pokémon un largo sorriso. Poi si voltò verso Gary e disse:
"Con vero piacere. Dunque, preferisci con gli stivali o a piedi scalzi?" Gary lo guardò con dipinta sul volto una visibile preoccupazione.
"Vivo o morto?" chiese Ash. Gary sussurrò:
"Vivo..."
"Perfetto! Adesso conto fino a tre. Al tre devi darmi il medaglione, altrimenti io esaudirò il tuo desiderio. Uno...due...tre! Avanti!" e protese la mano. Gary gridò:
"Mai!" Ash scosse la testa e si chinò di fronte a Gary, poi gli diede un pugno in mezzo alle gambe. Gary si piegò a terra dal dolore. Ash ci camminò sopra con la massima calma. Poi Ash si voltò verso di lui, ritornò dov'era prima e disse:
"Siccome mi sembri più di là che di qua, mi servo da solo," e tirò fuori della tasca sinistra di Gary un medaglione. Poi lo ributtò a terra e ci camminò sopra:
"Ops! Devo andare di là!" e ci ricamminò sopra. A Stella scappò una leggera risatina. Alla fine Ash si voltò e disse, rivolto a Gary:
"Ringrazia che oggi sono di buon'umore. Uscirai vivo da quest'isola. Ma prima, sarà necessario fare una piccola operazione!" S'inginocchiò di fronte a lui e disse: "Oblium!" Gli occhi di Gary divennero vuoti. "Eri incappato in una tempesta con la tua barca, e sei stato sbalzato via dalle onde, dopodiché hai perso i sensi," e lo fece addormentare. "Lugia! Portalo sulla prima isola abitata che trovi!" Il Pokémon si prese il ragazzo e si allontanò all'orizzonte.
"Che...che cos'era?" chiese Misty.
"Gli ho cancellato la memoria. Non ricorderà niente di quello che ha visto sull'isola. L'incantesimo Oblium é forse quello che mi viene meglio..." e sorrise ironicamente. Poi Ash si voltò verso i suoi genitori. I due erano in piedi e lo fissavano sorridendo. Ash sorrise a sua volta e corse tra le braccia della mamma, e prese a piangere dalla gioia. A sorpresa di tutti, la mamma disse:
"Ash..." e lo abbracciò forte. Stella, Misty e Tracy si scambiarono un'occhiata e si fecero l'occhiolino. Poi Stella recitò sottovoce, in modo che nessuno potesse sentirla:
"... Noi oggi non siamo più Pokémon, ma umani in corpo di Pokémon, perché era, é e sarà sempre nostro figlio..." e sorrise. Ora era sicura che Ash non sarebbe più stato triste. Mai più, ora che aveva loro. Si voltò e fece per andarsene. Ash non aveva più bisogno di lei.
"Stella, dove stai andando?" La ragazza si voltò e disse:
"Non hai più bisogno di me per essere felice. Perciò ritornerò indietro..."
"Stella, per me sei sempre la mia migliore amica, anche se adesso ci sono i miei genitori. Non é la stessa cosa se non ci sei tu."
"Da... davvero?"
"Sicuro. Voglio che tu rimanga qui. Sei la mia amica. Quasi una sorella per me. E poi, dimentichi una cosa"
"Cosa?" Il ragazzo chiuse gli occhi e li riaprì, rivelandoli di un blu intensissimo, come se stesse per fare un incantesimo. Comparve una benda arancione sui capelli di Stella, e i suoi vestiti furono sostituiti da una camicia rosa e dei jeans azzurri. Sui suoi occhi comparvero degli occhiali da sole neri e una borsetta di stoffa sul suo fianco sinistro.
"Melody!" gridarono Misty e Tracy, riconoscendola finalmente in quei panni.
"Melody, per favore, resta con noi!" gridò Ash. Inutile dire che Melody fu al settimo cielo e acconsentì. Il giorno dopo, quando tutti erano più riposati, Ash disse a Misty e a Tracy che aveva riparato la loro barca. Ne furono contenti, ma smisero di sorridere quando Ash disse:
"Mi dispiace, ma dovete tornare al mondo reale. C'é bisogno di voi là fuori. E mi dispiace anche dirvi che non dovrete avere nessun ricordo di quest'isola, né di cosa é successo qui. Dovrò farvi l'incantesimo Oblium." I due rimasero zitti, sapendo qual era il loro destino...

FINE dell'ottavo capitolo


IL CASTELLO DELLE NEBBIE
capitolo 9

Tracy stava provando il timone, per controllare che fosse tutto a posto. Ash aveva ricostruito loro la barca, ma siccome non si era fatto aiutare dagli Unown temeva che avesse combinato qualche pasticcio, come era suo solito. Si voltò a guardare Misty: non parlava più, sembrava molto triste di doversene andare. Ma d'altronde, chi non sarebbe stato triste di lasciare un amico e non ricordare più quello che aveva passato negli ultimi giorni con lui? Purtroppo, Ash era fermamente convinto che fosse meglio che non si ricordassero di cosa avevano visto sull'isola, e voleva fare su di loro l'incantesimo Oblium. Controllò per l'ultima volta che non mancasse niente a bordo, poi scese dalla barca e raggiunse la ragazza.
"Ash, perché devi farlo? Prometto che non ne parlerò con nessuno!"
"Mi dispiace, Misty, credimi, non vorrei farlo ma ne sono costretto. Oggi come oggi, esistono anche delle cose che possono farti dire tutto quello che sai su quest'isola, come ad esempio il tanto decantato siero della verità. So che volontariamente non ne parleresti mai, ma involontariamente..." e sospirò. Melody raggiunse il gruppetto e salutò affettuosamente Tracy e Misty, poi si riparò dietro ad Ash e chiuse gli occhi, per non essere colpita dal flash dell'Oblium. "Addio, amici, ma forse un giorno..." disse Ash, senza terminare la frase. Si allontanò di pochi passi e pensò, nella sua mente, mentre si voltava verso i suoi amici: ...forse un giorno l'umanità sarà abbastanza pronta per poter vivere in pace e in assoluta uguaglianza con i Pokémon, e allora io tornerò da voi. Ve lo prometto, e gridò: "Oblium!" Gli occhi di Misty e di Tracy divennero vuoti. "Ascoltatemi: eravate nella vostra barca, quando vi ha colti una tempesta e avete sbattuto entrambi la testa sul ponte, perdendo i sensi," e schioccò le dita, al che i due si addormentarono. Melody aiutò Ash a caricarli sulla barca, dopodiché ordinarono a Lugia:
"Lugia, portali nell'oceano aperto, in modo che la corrente li porti presto all'isola più vicina. Vai!" Il Pokémon spinse con il becco la nave nell'acqua e s'immerse a sua volta. Poi la barca e Lugia si allontanarono, e Ash poté sentire distintamente il canto del Pokémon echeggiare nel mare.
"Hai fatto come ti ho detto?" chiese improvvisamente a Melody.
"Sì, l'ho messo nello zaino di Misty."
"Perfetto..." si voltò, per non vedere i suoi amici scomparire all'orizzonte.
Quando Misty si svegliò, iniziò a guardarsi attorno ancora confusa. Sentiva qualcosa di morbido sopra di lei, e capì di essere in un letto. Si voltò e vide Tracy in un altro giacilio, poco lontano da lei. Sul suo letto si apriva una finestra, che la illuminava con i raggi caldi e mattutini del sole. La porta si aprì all'improvviso.
"Venite, si é svegliata!" gridò una ragazza.
"Do...dove mi trovo? Che é successo?" chiese Misty.
"Ti trovi sull'isola di Shamuti, straniera. Ti abbiamo trovata con il tuo amico svenuti dentro una barca, così vi abbiamo portati a casa nostra. Piuttosto, che ci facevate in mare?"
"Io... io e Tracy stavamo navigando in mezzo al mare, quando un'improvvisa ondata molto grande ci ha fatto sbattere la testa contro il ponte e siamo svenuti..."
"Siete stati fortunati. Quell'onda avrebbe potuto spazzarti via!" se ne andò dicendo: "Ti lasciamo riposare un attimo da sola," e chiuse la porta. Misty cercò di riprendere il controllo mentale e gridò:
"Aspettate!" La porta si aprì di nuovo, e spuntò fuori la ragazza di prima:
"Che succede?"
"Mi scusi, ma qui non abitava una ragazza sui tredici anni di nome Melody?"
"Sì, una volta viveva qui."
"Come sarebbe a dire, viveva?"
"E' scomparsa in mare."
"Cosa? Non può essere! E' una navigatrice bravissima!"
"Purtroppo non é stato così. Una notte ci ha detto che usciva in barca con un suo amico, per fargli vedere una cosa che aveva scoperto ultimamente. Ma il giorno dopo il suo letto era vuoto, e della barca non c'era traccia. Siamo andati a cercarli, ma abbiamo trovato la loro barca sugli scogli. Spezzata in due. Non siamo certi che siano morti, ma i loro corpi non li abbiamo mai trovati." Misty trattenne il pianto nel fare la domanda fatidica:
"E... e come si chiamava il ragazzo che era con lei?"
"Ash. Veniva dalla città di Pallet. I due già si conoscevano, quindi non é stato un problema per la sua famiglia ospitarlo." Misty scoppiò a piangere: non poteva credere che Ash fosse stato così sconsiderato da avventurarsi a quell'ora di notte, e morire così facilmente. La ragazza se n'andò, lasciandola sola, e finalmente Tracy si svegliò, assordato da Misty.
"Ma che succede..."
"Tracy!" gridò Misty. "Dimmi che non é vero!" Gli raccontò tutto quello che gli aveva detto, e persino Tracy non potè crederci: no, pensò, Ash non é proprio il tipo. Non arriva ad essere cretino fino a questo punto...
Qualche giorno dopo Misty e Tracy ripartirono, troppo tristi per rimanere lì. Misty scese nella cabina e aprì il proprio zaino per prendere qualcosa da mangiare. Fu stupita, nell'aprirlo, di vedere due sfere Poké colorate e un pacchetto avvolto malamente nella carta.
"Tracy, vieni a vedere!" gridò. Il ragazzo impostò il pilota automatico e scese a vedere. Anche lui non sapeva la provenienza di quelle sfere. Tracy aprì le sfere: da quella azzurra uscì un Tentacruel, e dall'altra uscì fuori Rapidash. Misty allora prese il pacchetto e lo scartò: dentro c'era una scatola rettangolare, decorata con delle pietre azzurre, rosse e verdi. Incuriosita, lo aprì. Un canto melodioso uscì dalla scatola, e d echeggiò nella cabina. Una voce maschile cantava sopra di essa:

"Forse un giorno
Gli uomini impareranno
Ma fino ad allora
Il Maestro non verrà.
Umani e Pokémon
Insieme vivranno
Sotto la stessa luna
Sotto la stessa vita
Io lo sogno così
Ma non lo chiederò
Saranno loro a decidere
Ma io li aiuterò"


Come le era familiare la voce a Misty: giurava d'averla già sentita. E poi, quel canto così dolce e così triste...Poi lesse il biglietto accanto al carillon:

<>

La firma non c'era. Misty si voltò e vide Tracy abbracciare Rapidash:
"Che forza! Rapidash é sempre stato il mio Pokémon preferito! Per disegnare i Pokémon veloci sarà perfetto! Non é vero, Focherello?" Il Pokémon nitrì. Misty accarezzò l'altro Pokémon.
"E io mi terrò Tentacruel, che é il mio Pokémon preferito!"
Non cercarono mai di capire chi fosse il misterioso cantante che aveva regalato loro quei Pokémon e quel carillon. E non lo seppero per molto tempo. Misty riuscì solo a capire che quel canto doveva appartenere al leggendario Pokémon Lugia, ma non riusciva a identificare l'altra voce. Era sicura di conoscerla, ma non gli veniva in mente il nome...

FINE



PROVANDO